20+21/12/2013

ROBERTO CASTELLO

> venerdì 20 dicembre - h21
> sabato 21 dicembre - h19
SPAM!, via Don Minzoni 34, Porcari (Lu)

 

Quattro studi

 

regia e coreografia Roberto Castello

produzione ALDES

interpreti Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Irene Russolillo

costumi ALDES e Sartoria Fiorentina

musiche AAVV, R. Castello ed un brano inedito di Fabio Angeli

con il sostegno MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

 

Le prove aperte di Quattro studi arrivano al termine di qualche settimana di lavoro. Saranno infatti il primo confronto col pubblico per una serie di esperimenti, ancora da organizzare in una struttura complessiva, realizzati in vista della prossima produzione di Roberto Castello.

Si era pensato inizialmente di intitolare queste prime presentazioni 4 Studi sul Senso, ma poi per pudore il Senso è stato rimosso. Nondimeno rimane di fatto alla base di tutto, perché ciò che accomuna i quattro brani coreografici è il loro partire dal fatto che la figura umana racconta sempre qualcosa a chi la osserva, e sulla manipolazione di questo racconto per organizzare discorsi in forma di danza. Un gioco contemporaneamente visivo, musicale e di senso che scaturisce dalla gestualità stessa, significati aperti che mirano a catturare l'attenzione e a guidarla fino alla fine di ciascun discorso attraverso nessi di relazione inattesi.

 

Ciascun brano parte dall'applicazione di una regola.

Il primo dal fatto di abbinare la testa che annuisce o nega a qualsiasi azione.

Il secondo brano invece affronta il senso nella doppia accezione si sensualità e di significato utilizzando unicamente la prossemica. Il brano infatti non è altro che l'organizzazione delle suggestioni che derivano dal semplice avvicinarsi e allontanarsi degli arti e dei corpi.

Il terzo brano è partito dalla regola di guardare sempre negli occhi qualcuno, qualsiasi cosa si stia facendo.

Il quarto infine è un gioco di contrappunto visivo, dinamico e musicale. Una composizione astratta, concepita nel silenzio, cui in ultimo si è deciso di sovrapporre una musica che ne cambia radicalmente la natura.

 

R.C.

ROBERTO CASTELLO

Roberto Castello studia danza a Torino e a New York. Nei primi anni ’80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”.
La sua attività di coreografo inizia nel 1983. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi, compagnia per la quale co-coreografa e danza ne “Il Cortile” (1985) – segnalazione speciale al Premio Ubu, e in una serie di altri progetti. Intraprende una carriera da solista nel 91 con “Enciclopedia” e firmando diverse coreografie per la Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino. Nel 1993 fonda ALDES con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie e realizza numerose produzioni teatrali e non, tra cui il provocatorio “Siamo qui solo per i soldi” (1994-‘95), “Biosculture” (1998), installazione multimediale modulare per spazi espositivi,” Il fuoco, l’acqua, l’ombra” (1998), spettacolo-installazione in collaborazione con Studio Azzurro, “Le avventure del Signor Quixana” in collaborazione con Paolo Atzori, oltre a diverse coproduzioni internazionali. Nel  2002 inizia il progetto pluriennale in dieci parti “Il migliore dei mondi possibili” (Premio UBU 2003, miglior spettacolo sezione teatro-danza), giunto attualmente al suo nono capitolo. Nell’ottobre 2011 crea Carne Trita – concerto per voce e danza, che debutta al Teatro Cà Foscari di Venezia.
E’ promotore e curatore di varie manifestazioni (Strade Contemporanee - '97/'99, Rizoma - ’05/'07, Tempi di Reazione - happenings multidisciplinari di improvvisazione, Maratona Viola, Maratona Cahen, Reporters – 2008/2009/2010, Short Formats / la coreografia italiana contemporanea - 2009) e, nel 2008, dà vita a SPAM! rete per le arti contemporanee.
Dal 2005 è docente di coreografia digitale presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera Due di Milano.
Nel 2010 cura le coreografie per “Vieni via con me” di Rai 3, di con Fazio e Saviano.
Nel 2013 partecipa, con la propria compagnia e in qualità di coreografo, alla realizzazione di due film-installazioni a firma di Peter Greenaway, “The Towers” a Lucca e “The Dance of Death” a Basilea.

 

 

www.aldesweb.org
www.spamweb.it

13+14/2013

JONATHAN BURROWS e MATTEO FARGION

 

il 13 e 14 dicembre a SPAM! via Don Minzoni 34, Porcari (Lu)

 

venerdì 13 dicembre

h 21 Both sitting duet

 

 

sabato 14 dicembre

h 19 Incontro con Jonathan Burrows

> nell'intervallo: cena a SPAM! (un piatto caldo incluso nell'ingresso dell'intera serata)

h 21 Speaking dance + The Quiet dance

 

 

 

Both Sitting Duet

 

con Jonathan Burrows e Matteo Fargion

con il sostegno di The Arts Council of England, Jonathan Burrows Group, NOTT Dance Festival (Inghilterra), Kaaitheater (Bruxelles), PARTS/Rosas e il Laban Center di Londra
durata 45 minuti

 

Both Sitting Duet: esempio di delicata composizione musicale per mani e braccia  Un coreografo (Jonathan Burrows) e un compositore (Matteo Fargion) si siedono uno accanto all’altro su due sedie, e interpretano con assoluta precisione e concentrazione una composizione musicale per il corpo, leggendone la partitura da uno spartito. Le mani volteggiano, si intersecano nello spazio rispettando il ritmo, le dita si muovono “in punta di piedi” su torace. Braccia e gambe nel loro vivace dialogo tra ritmo, suono e gesto mettono in discussione il ruolo del coreografo e quello del compositore, dimostrandone l’equità. Duettano in silenzio, i due uomini seduti, suonando il medesimo brano di Morton Feldman, For John Cage, ma gli spartiti appoggiati sul pavimento di fronte a loro sono diversi: quello di Fargion è ricoperto di note musicali, quello di Burrows di numeri. Il contrappunto ritmico che eseguono è il frutto dell’uguale partecipazione di entrambi alla creazione di una danza capace di richiamare non solo le possibilità del corpo in movimento ma l’immenso vocabolario dell’immaginazione. Così anche uno spettacolo scarno e non convenzionale come Both Sitting Duet, ci apre le porte a un radicale e rigoroso minimalismo firma e visione estetica che Burrows ha elaborato negli anni dopo il suo esordio come danzatore nel tradizionale Royal Ballet. Nello stringersi tra danza e musica, Burrows e Fargion creano una disciplina che può essere definita “coreografia musicale” che, attraverso i movimenti, produce suoni uniformi, ritmici, all’unisono o alternati, dove l’attenzione non è solo riposta nell’importanza delle mani, ma distribuita in ogni singolo dettaglio, in ogni fibra del corpo, ogni sguardo d’intesa o sorriso malizioso, dove persino il cigolio delle sedie è essenziale all’economia della performance.

 

 

The Quiet Dance

camminare, fin che il fiato lo permette

 

con Jonathan Burrows e Matteo Fargion

luci Lee Curran
coproduzione Dance 4 Nottingham, Dance Umbrella (Londra), Joint Adventures (Monaco), Kaaitheater (Bruxelles)
con il sostegno di The Arts Council of England, Jonathan Burrows Group
durata 45 minuti

 

Passi, traiettorie lineari e circolari creano sottili forme di ritmo, sostenute dal suono vocale prolungato fin che il fiato lo permette. Il nuovo duetto che consacra l’affiatamento tra Burrows – Fargion, gli fa avvicinare, fronteggiare, seguire ma tutto con sobrietà ed essenzialità. Questa è la cifra stilistica che Jonathan Burrows e Matteo Fargion hanno affinato fin dalle loro prime collaborazioni più di quindici anni fa. The Quiet Dance pare il frutto più maturo dell’energia e della profonda sintonia conquistata con Both Sitting Duet e, nell’essenzialità dell’atto del camminare, esplorando l’immaginario concettuale del minimalismo, manifestano qualcosa di lieve e toccante. Una manciata di passi e un mormorio consacrano la loro delicata e intensa relazione, l’incontro di due tristi clown con le magliette identiche e i pantaloni scuri che a volte si prendono per mano e si allontanano trotterellando. Impiegano il tempo danzando, muovendosi dentro e fuori la tradizione, dove la nuova direzione che lega la coreografia alla musica, abbandona la staticità di Both Sitting Duet, riconquistando lo spazio con piena padronanza. Con la loro partitura musicale e fisica si intrecciano creando lunghe melodie aperte ad accogliere stimoli emozionali. L’incedere apparentemente monocorde della loro danza radicalmente minimale, permette con la sua durata di dare spazio alla materializzazione di associazioni emotive e mentali.

 

 

Speaking Dance

 

co-produced by Dance Umbrella London and supported by Arts Council England and the Jonathan Burrows Group.   With thanks also to Dance 4 Nottingham.
con il sostegno del British Council

 

spettacolo che chiude la trilogia cominciata nel 2002 con Both Sitting Duet e che nel 2005 ha visto nascere The Quiet Dance. Questa terza e ultima parte continua la loro esplorazione delicata fra musica e danza, in un bilico fragile e permeabile fra i due mondi. Lo spettacolo è una riflessione convenzionale e umoristica sulla natura della comunicazione e sul rapporto con il pubblico.

Jonathan Burrows

 

 

Inglese, Jonathan Burrows è un ballerino di formazione classica già primo ballerino del londinese Royal Ballet del quale ha fatto parte per 13 anni. Nel 1991 decide di lasciare il corpo di ballo e di intraprendere la carriera di solista. A partire dal 2002 lavora con Matteo Fargion, musicista, insieme al quale pensa e crea cinque duetti Both Sitting Duet, The Quiet Dance (2005), Speaking Dance (2006), Cheap Lecture (2009) e The Cow Piece (2009) lavori che incontrano enorme fortuna portando i due artisti a replicare in 28 nazioni. Nel 2002 viene premiato dalla Fondazione per la Performance Arts di New York per il suo costante contributo alla ricerca sulla danza contemporanea. È visiting professor all’Università Londinese Royal Holloway, che gli ha attribuito un dottorato onorario. Ricopre incarichi di docenza anche presso l’Università di Amburgo e alla Libera Università di Berlino. La casa editrice Routledge Publishing ha pubblicato nel 2010 A Choreographer’s Handbook di cui Burrows è co-autore insieme a Fargion.

 

http://www.jonathanburrows.info/#/text/?id=54&t=content

 

Matteo Fargion

 

Musicista di formazione, specializzato in composizione, per un periodo ha suonato il basso in una rock band, si appassiona alla danza dopo aver visto un’esibizione della Merce Cunningham Dance Company. L’esperienza lo colpisce al punto da convincerlo a dedicarsi alla composizione della musica per la danza; questa scelta lo porta in seguito a collaborare con Jonathan Burrows. Oltre al sodalizio artistico che lo lega a Burrows, Fargion ha composto musiche per lavori di coreografi come Lynda Gaudreau, Russell Maliphant e Siobhan Davies. Ha composto le musiche di La ragazza sul sofa del norvegese Jon Fosse per la regia di Thomas Ostermeier. Del regista tedesco gli spettatori di VIE ricorderanno John Gabriel Borkmann allestito nel 2009 al Teatro Comunale di Modena, spettacolo inserito nel Progetto Prospero.

 

http://www.jonathanburrows.info/#/text/?id=7&t=content

6+7/12/2013

D'AGOSTIN +
INCONTRO DI FILOSOFIA ECONOMICA

 

> venerdì 6 dicembre h21

Teatro Vincenzo Da Massa Carrara, Porcari (LU)

Nell'ambito del progetto TEATRI DEL TEMPO PRESENTE

Per non svegliare i draghi addormentati

un progetto ideato e condotto da MARCO D'AGOSTIN

 

Progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012

 

materiale elaborato a partire da Progetto Choreoroam Europe
in collaborazione con Francesca Foscarini, Remo Ramponi, Floor Robert
in scena Amy Bell, Marco D’Agostin, Floor Robert
luci Remo Ramponi
scrittura musicale Paolo Persia
consulenza tecnica Enrico Fabris
costumi Edda Binotto
con il sostegno di CSC/OperaEstate Festival Veneto, inTeatro, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Anagoor/La Conigliera, Teatro Fondamenta Nuove

 

Per non svegliare i draghi addormentati racconta due storie, accomunate dal solo desiderio di galoppare veloci.
Il suo andamento è simile a quello della memoria: qualcosa arriva da lontano, si accende e poi d’improvviso si spegne, a volte un'amnesia interrompe il racconto, altre il ricordo è tanto forte da accecare il paesaggio.
Sulle teste di principi e cavalieri, animali e regine, resta sospeso l'augurio che Eliot faceva ai naviganti: non fate un buon viaggio, ma viaggiate lontano.

“Noi non abbiamo alcuna ragione di diffidare del nostro mondo, perché non è esso contro di noi.
E se esso ha terrori, sono nostri terrori, se ha abissi, appartengono a noi questi abissi, se vi sono pericoli, dobbiamo tentare di amarli.
E se solo indirizziamo la nostra vita secondo quel principio, che ci consiglia di attenerci sempre al difficile, quello che ora ci appare ancora la cosa più estranea, ci diventerà la più fida e fedele.
Come possiamo dimenticarci di quegli antichi miti, che stanno alle origini di tutti i popoli?
I miti dei draghi, che si tramutano nel momento supremo in principesse; sono forse tutti i draghi della nostra vita principesse, che attendono solo di vederci un giorno belli e coraggiosi.
Forse ogni terrore è nel fondo ultimo l’inermità che vuole aiuto da noi.”
(R. M. Rilke)

“Not fare well
But fare forward, voyagers”
(T. S. Eliot)

 

 

> sabato 7 dicembre h 19

SPAM!, via Don Minzoni 34, Porcari (Lu)

incontro filosofico

L’Economia ai tempi della crisi

tenuto dai Prof.

UMBERTO BALDOCCHI, CLAUDIO DELLA LENA, ANTONIO CHIARAVALLOTI

 

Questo incontro vuole essere un’occasione per riflettere senza pregiudizi su quanto senso abbia subordinare la quasi totalità delle scelte che ciascuno compie nel corso della propria esistenza a qualcosa di così arbitrario come l'economia, che altro non è che uno strumento immateriale che l'umanità ha escogitato per risolvere questioni pratiche legate al benessere individuale e collettivo, qualcosa di simile ad un software, i cui codici sono costituiti dalle regole etiche e morali che regolano i rapporti fra le persone, finalizzato a generare il benessere della collettività.

Nello specifico Umberto Baldocchi svilupperà il tema de ʺIl denaro intelligenteʺ parlando dell'affermazione del denaro come forza ormai autonoma capace di guidare comportamenti, scelte e decisioni; Claudio Della Lena affronterà l’analisi di ʺViolenza e proprietà, dal fatto alla normaʺ chiarendo l'origine del processo di accumulazione capitalista e la trasformazione della violenza espropriatrice in norma giuridica; Antonio Chiaravalloti analizzerà invece la ʺCritica della Ragion Economicaʺ spiegando l'origine della scienza economica come costruzione artificiale che si autodetermina e si rende autonoma secondo un proprio oggetto, un proprio ambiente e secondo determinate leggi.

A seguire cena (un piatto caldo incluso nell'ingresso a 5 euro)

 

Marco D'Agostin

 

Marco D’Agostin si forma come danzatore studiando con, tra gli altri, Yasmeen Godder (IL), Nigel Charnock (UK), Emio Greco/Accademia Mobile (NL), Simona Bertozzi (IT), Sharon Friedman (ES), Jorge Crecis (ES), Rachel Krische (UK), Guillermo Weickert (ES).
Negli anni ha danzato per, tra gli altri, Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio (IT), Alessandro Sciarroni (IT), William Collins (UK/NL), Sharon Friedman (ES), Ullallà Teatro (IT).
Approfondisce le tematiche legate alla pratica e alla ricerca coreografica con, tra gli altri, Rosemary Butcher (UK), Tabea Martin (CH/NL), Peggy Olieslaegers (NL), Gitta Wigro (UK), Guy Cools (BE), Lucy Cash (UK), Guillermo Weickert (ES), Ginelle Chagnon (CDN).
Dal 2010 sviluppa il proprio personale percorso di ricerca coreografica, anche grazie ai progetti internazionali Choreoroam  Europe (mentoring di Rosemary Butcher), Act Your Age (mentoring di Wendy Houstoun), CD16/partnering con SNDO School in Amsterdam (mentoring di Katarina Bakatsaki), Triptych/partnering con Circuit-Est di Montréal e The Dance Centre di Vancouver (mentoring di Ginelle Chagnon).
Tra i suoi lavori come autore, viola (vincitore Premio Gd’A Veneto 2010, selezione Aerowaves 2011 e Anticorpi XL 2011), Spic & Span (vincitore Segnalazione Speciale Premio Scenario 2011), per non svegliare i draghi addormentati (vincitore Premio Prospettiva Danza 2012).
Per la sua interpretazione nel film I giorni della vendemmia (IT, 2012) vince il Giglio d’Argento come miglior attore al Valdarno Cinema Fedic del 2012.

www.marcodagostin.it

29+30/11/2013

ALDES / GISELDA RANIERI / Compagnia ABBONDANZA/BERTONI - Bambini

 

> da venerdì 29 novembre fino al 15 dicembre

da ven.29 a h 15 / Real Collegio, Lucca
in collaborazione con PHOTOLUX FESTIVAL

DANZE NEL PRESENTE. ALDES 1993-2013

a cura di ENRICO STEFANELLI e ALESSANDRA MORETTI
organizzazione NICOLA BORRELLI
stampa foto STUDIO GHILARDI Lucca
allestimento ALLESTEND s.r.l.

 

 

Vent’anni di storia di ALDES. Una storia che attraversa il momento in cui la fotografia è passata dalla pellicola al digitale.
Quattordici scatti, i primi quattro dei quali in pellicola, risalenti a quell’epoca in cui solo i professionisti erano in grado, con raffinati equilibrismi fra tempi, diaframmi, supporti e modalità di sviluppo e stampa, di fotografare gli spettacoli di danza.
Quattordici scatti cui è affidato il compito di restituire il senso di un pensiero artistico che in vent’anni si è cimentato in decine di progetti, migliaia di ore di spettacolo nei luoghi più diversi, dai più istituzionali ai più alternativi, e decine di migliaia di ore di prove. Vent’anni di interpreti intenti a fare di tutto compressi in quattordici istanti in cui, più o meno casualmente, qualcuno aveva una macchina fotografica in mano e ha tentato di fermare il tempo e la fatale evanescenza della danza.
Di fronte ad un archivio sterminato la scelta più appropriata è parsa quella di un percorso cronologico che non tralasciasse di documentare le caratteristiche tipiche della compagnia.

 

 

- mostra ad entrata libera, fino al 15 dicembre -

 

 

> sabato 30 novembre

> h 19 / SPAM!, via Don Minzoni 34, Porcari (LU)

i…i…i…io ?! (first step. Give me a moment)

di GISELDA RANIERI
con GISELDA RANIERI (danza) e ELIA MORETTI (percussioni)

 

 

 

GISELDA RANIERI accompagnata dal musicista percussionista ELIA MORETTI dà corpo a i…i…i…io ?! (first step. Give me a moment), la storia di una ragazza in bilico tra l’azione e la difficoltà a procedere, una riflessione sul senso di inadeguatezza, un florilegio che rievoca in maniera leggera, ma peculiare la tematica dell’affermazione dell’individuo nella società.

 

A seguire cena (un piatto caldo incluso nell'ingresso a 5 euro)

 

 

 

> h 21 / Teatro I.Nieri, Ponte a Moriano (Lu)

Il ballo del qua

di COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI  I B A M B I N I
uno spettacolo per adulti e ragazzi, interpretato da bambini
un progetto di ANTONELLA BERTONI
regia e coreografia di MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

 

 

 

> INGRESSO LIBERO a tutti gli studenti della scuola media di Ponte a Moriano iscritti ai corsi della Dott.ssa Francesca Bertolli

> INGRESSO a 5 euro a tutti gli studenti (e ai loro accompagnatori) iscritti alle scuole elementari, medie e superiori della Provincia di Lucca

 

 

 

Il progetto Compagnia Abbondanza/Bertoni i  b a m b i n i  non si pone come obiettivo principale la confezione di un prodotto e la sua presentazione in pubblico, ma individua piuttosto la sua vera natura e il suo senso più autentico nel percorso che si compie, nel processo della sua costruzione.
Dopo tre anni di lavoro con un gruppo di bambini ci siamo spinti oltre, mossi dalle potenzialità che abbiamo trovato in loro e dal desiderio che un’opera artistica possa “parlare” al mondo degli adulti anche attraverso corpi bambini.

 

Il mondo dell’infanzia ha molte cose da dirci, e l’opportunità che il teatro rappresenta per parlare alla gente, può offrire a questi bambini l’occasione per scoprire e far scoprire un senso diverso da assegnare al mondo. Parole e azioni che diventano una sorpresa per noi adulti, un po’ consegnati alla nostra rassegnazione, che li vediamo come i rappresentanti del futuro, giudicando la loro giovinezza un’età di transito e per questo incapaci di accorgerci che la loro età contiene già ben scritta la potenzialità rivoluzionaria del futuro.
Questo è, per noi, un progetto prezioso, come i bambini chiamati a realizzarlo, ma è anche ambizioso, dotato di una nota trasgressiva di cui la cultura ha bisogno, e intimamente legato al territorio: il teatro è inseparabile dalla comunità, è un evento pubblico, un fondamento della comune vita civile.
Dei bambini ci piace l’irresistibile attrazione per il gioco. E’ nel gioco e grazie ad esso che si può essere intensamente vivi, ridere, vergognarsi, ma osare. Gioco è, per i bambini, il loro non saper stare fermi, é la preziosità, le bugie, la vita che scorre, l’essere meravigliosamente inopportuni, sacri con la coscienza dell’innocenza priva di pregiudizi, é il loro salvarci dalla serietà della vita.

Abbiamo lavorato per quadri slegati da una storia, tenendoci stretta la meraviglia dello sforzo dei nostri interpreti nella concentrazione e nell’azione.
Attratti dal sospetto di un’altra bellezza, attenti a non tradire, li abbiamo condotti lontano in un non-spazio e in un non-tempo, e loro ci hanno sempre riportato qui, ora.
Come dimenticarci che se non stiamo nel presente siamo perduti, disarmati.
E quindi, ad ogni  partenza, equipaggiati di resistenza etica, col fiato sospeso stavamo in ascolto, pronti a sbagliare di nuovo, con un senso di vuoto depositato ai nostri piedi, perché ogni equilibrio dura un momento, poi si disfa.
Vedendoli lavorare si è aperta una domanda sul mondo (a cui il teatro ti mette sempre di fronte) e abbiamo preso il volo, grazie a loro, noi, un po’ più liberi ora.
“Qua” sta il lavoro di questo piccolo gruppo di bambini, uno spaccato di umanità vera, più vera del vero.

 

(A.B.)

ALDES

ALDES è una associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica. I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere.
I suoi autori sono Roberto Castello, Ambra Senatore, Stefano Questorio, Francesca Foscarini, Marco D’Agostin, Giorgia Nardin, Claudia Caldarano, Irene Russolillo e Caterina Basso.

A partire dal 2008 ALDES cura il progetto “SPAM! rete per le arti contemporanee”.

E’ sostenuta da Mibac - Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/ Sistema Regionale dello Spettacolo.

www.aldesweb.org 
www.spamweb.it

 

GISELDA RANIERI

Dal 2008 si occupa di improvvisazione collaborando fra gli altri con il pianista e direttore d'orchestra Enrico Intra; Takla Improvising Group; Makiko Ito. Attualmente lavora con la Compagnia Aline Nari e Davide Frangioni e con ALDES/Roberto Castello.

 

ELIA MORETTI

(vibrafono e batteria) tra le collaborazioni più importanti: William Parker, Paolo Damiani, Armando Bergallo e le compagnie Riserva canini e Band à part.
>Entrambi di formazione classica e contemporanea dal 2010 lavorano in duo partecipando a diversi eventi e progetti, collaborando spesso con l'Ass. Takla Improvising Group di Milano. Serendipity è la loro ultima ricerca nata nel 2012 grazie alla residenza artistica offerta da Takla Improvising Group presso la Triennale Bovisa di Milano e presentata al Festival PULSI presso il Teatro dell'Arte (Milano).

 

Compagnia Abbondanza/Bertoni

Michele Abbondanza proviene dall’esperienza veneziana di Carolyn Carlson al Teatro La Fenice di Venezia nei primi anni Ottanta; co-fonda nel 1984 il gruppo Sosta Palmizi (Il cortile, premio Ubu 1985; Tufo) e incontra Antonella Bertoni a Parigi, dove danzano in diverse creazioni di Carolyn Carlson.
Nei primi anni Novanta rientrano in Italia, dove fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano.
Nel loro lavoro da subito si evidenzia una particolare ricerca drammaturgica, una ricerca necessaria di costruzione dell’insieme dell’opera che permetta ai corpi, e alle loro passioni, di essere inscritti in una direttrice di senso, come se il gesto fosse di per sé un racconto, il compimento di un percorso.
In qualità di coreografi ospiti creano le coreografie per il Teatro dell’Opera di Roma e la compagnia Aterballetto; collaborano con i registi: M. Baliani, N. Garella, R. Guicciardini e con i musicisti: John Surman, Steve Lacy, Michel Portal, Barre Phillips.
Partecipano al film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola (1995) e sono tra i protagonisti delle coreografie create per Vieni via con me, trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano, in onda su Rai Tre (2010).
Vincono il premio Danza & Danza “migliori interpreti”, il premio Cascina per la coreografia, e il premio ETI-Stregagatto con lo spettacolo Romanzo d’infanzia, che ha superato le 600 repliche nelle quattro versioni: italiana, inglese, francese, portoghese.
Firmano e interpretano più di trenta creazioni, tra le quali ricordiamo il duo degli esordi Terramara, il progetto Ho male all’altro, trilogia sulla tragedia greca (Alcesti, Medea, Polis), il solo Try e il progetto biennale per 12 danzatori La densità dell’umano (La massa e A libera figura).
Nell’ultimo biennio, accostano interpreti caratterizzati da forti segni: fisici, come nel caso de Le fumatrici di pecore (2010) e Il groppo (2011) o biologici come in Scena Madre (2012), dove in scena sono madre e figlia.
Danno vita alla Compagnia i  b a m b i n i , un progetto ambizioso di costituzione di un nucleo stabile di giovanissimi, che porta alla presentazione de Il Ballo del Qua, spettacolo interpretato da 7 bambini (7-10 anni) per una platea di pubblico adulto (Rovereto, febbraio 2012).
Nel 2008 nasce Scuola d’Azione, uno spazio teorico e fisico per la trasmissione del loro insegnamento, presso il Teatro alla Cartiera di Rovereto (Trento), dove la compagnia è in residenza dal 2005.
Nel 2013 riallestiscono il duo degli esordi Terramara nell’ambito del progetto RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta,  ideato da Marinella Guatterini.
Praticano e insegnano lo zen di cui rimane profonda traccia nelle loro creazioni e nella costante attività di formazione.
Sono stati maestri ospiti, tra gli altri, dell’ Accademia del Teatro alla Scala di Milano; Fondazione Nazionale della Danza–Aterballetto; Accademia Isola Danza-Biennale di Venezia; Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine; Union des Artistes-Montréal; Scuola d’Arte Drammatica Antoniano di Bologna; Scuola del Balletto di Toscana.
Dal 1996 Michele Abbondanza è docente di danza presso la Scuola di Teatro Giorgio Strehler, diretta da Luca Ronconi (Piccolo Teatro di Milano).

22+23/11/2013

FIBRE PARALLELE +
GIROLAMO DERACO e L'ETYMOS ENSEMBLE

 

> venerdì 22 novembre

h 21 / Teatro Vincenzo Da Massa Carrara, Porcari (LU)

per TEATRI DEL TEMPO PRESENTE

Lo splendore dei Supplizi

di FIBRE PARALLELE

 

di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
e con Mino Decataldo

assistente alla regia Arianna Gambaccini
disegno luci Vincent Longuemare
organizzazione Antonella Dipierro
tecnico di palco  Amedeo Russi

produzione Fibre Parallele e Festival delle Colline Torinesi
con il contributo della Regione Puglia e con il sostegno del Nuovo Teatro Abeliano
spettacolo promosso da Teatri del Tempo Presente progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo a cura di MiBAC - Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo e delle Regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto

 

Con il debutto nazionale de Lo splendore dei supplizi, promosso anche nell’ambito dei Teatri del Tempo Presente e che ha già visto una applauditissima anteprima a Castrovillari per Primavera dei Teatri 2013, Fibre Parallele giunge al sesto spettacolo. Il duo barese composto da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo conferma una preziosa capacità – rara tra altri gruppi nati in questi ultimi dieci anni – di resistere alla pressa di un’estetica e di affondare con grande acume nella scrittura del presente trovando una modalità genuina, rischiosa e sempre alla ricerca di un radicale lavoro sul corpo e sulla sua capacità di espressione, di sublimazione, di traslazione della realtà.

ʺLo splendore dei suppliziʺ.
Rifacendosi all’immaginario storico dei supplizi, ovvero a quei grandi ‘spettacoli della punizione’ che andavano in scena nelle piazze delle città d’Europa, quei rituali di massa in cui il popolo partecipava attivamente con sputi, spintonamenti e insulti al percorso di sofferenze crescenti con cui si mandavano a morte migliaia di criminali, ʺLo splendore dei suppliziʺ porta in scena un mix di potente scrittura drammaturgica e immagini di forte impatto che attinge da forme archetipe l’indagine sul concetto di supplizio contemporaneo. Si tratta di un lavoro modulare composto da quattro segmenti autonomi, quattro castighi esemplari su quattro figure tipo del presente che viviamo: La Coppia, Il Giocatore, La badante e Il vegano. Quattro piccole fiabe nere, un breviario da aprire per entrare in una sorta di gioco mimico sulla contemporaneità.

 

 

> sabato 23 novembre

h 19 / SPAM!, via Don Minzoni 34, Porcari (LU)

Musica teatro

con GIROLAMO DERACO e l' Etymos Ensemble

 

A seguire incontro con i musicisti e cena (un piatto caldo incluso nell'ingresso)

 

il musicista GIROLAMO DERACO insieme all' Etymos Ensemble proporrà ʺ Musica teatroʺ, un concerto di composizioni sperimentali “da ascoltare con gli occhi”, alla ricerca delle molteplici forme del gesto teatrale-musicale. Siamo nell’ambito di nuove idee e nuove forme di scrittura della musica-contemporanea. Sulla scena vengono infatti analizzati e approfonditi non solo l'aspetto compositivo e tecnico della musica ma anche quello drammaturgico-teatrale, ponendo particolare attenzione a quest'ultimo o per meglio dire al concetto di “Musica Teatro”. Tutte le composizioni ampliano la visione riportando l’attenzione sul gesto musicale, ovvero l'aspetto compositivo visivo diventa azione teatrale

 

Fibre Parallele

Fibre Parallele (Premio Hystrio-Castel dei Mondi 2011) nasce a Bari nel 2005 da Licia Lanera (Premio Landieri, finalista under 30 Premio Ubu 2011) e Riccardo Spagnulo. Fra il 2007 ed il 2009 mette in scena Mangiami l'anima e poi sputala (selezione Premio Scenario 2007, finalista Premio Vertigine 2010) e 2.(Due). Nel 2009 produce Furie de Sanghe - Emorragia cerebrale, con il sostegno dell'ETI ed in coproduzione con Teatro Kismet OperA e Ravenna Teatro/Teatro delle Albe; vincitore del bando Nuove Creatività, è rappresentato anche a Skopje, Parigi e Liegi.  Del 2011 sono invece gli spettacoli Have I none e Duramadre. Nel 2013 il debutto de Lo Splendore dei Supplizi  prodotto dal Festival dell Colline Torinesi, Regione Puglia e il sostegno del Nuovo Teatro Abeliano, spettacolo scelto per rappresentare la Puglia per il progetto Teatri del Tempo Presente.

www.fibreparallele.it

 

Girolamo Deraco

Girolamo Deraco, classe 1976, Cittanova (RC), è diplomato in composizione con il M° Rigacci presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Boccherini di Lucca, unico compositore, dal 1848 anno della fondazione dell’Istituto, ad aver conseguito il massimo dei voti, lode, menzione e borsa di studio. Ha frequentato corsi e seminari con grandi maestri internazionali tra cui: Andriessen, Corghi, Bonifacio, Solbiati, De Pablo, Bacalov, Fedele, Liberto, Scannavini e Gooch (Truman State University, Missouri, USA - international exchange student). Finalista e vincitore di numerosi concorsi tra cui: G.E.R.M.I. (Roma - Italia), Giovambattista Martini (Bologna - Italia), Anima Mundi (Pisa - Italia), Operiamo Oggi (Gallarate, Milano - Italia), Musica e Arte (Roma - Italia), O.C.C. (Reggio Calabria – Italia), Rosolino Toscano (Pescara - Italia), Concorso di Composizione per Strumento Solo - EURITMIA (Udine - Italia), TIMUR (Firenze - Italia). Ha ottenuto diverse borse di studio tra cui quella in composizione con il M° Corghi all’Accademia Chigiana di Siena nel 2008, 2009 e nel 2010 con diploma di merito. Fin da studente il forte senso del teatro lo porta a comporre nuove opere liriche (Poster-gas, Il Linchetto, Checkinaggio, Lacrime di Coccodrillo) e opere per bambini (Little Puppets’ Symphony, Peppe Pezzi, La Fattoria degli Animali Cantanti). Molteplici le collaborazioni che lo portano a comporre per le più svariate formazioni e stili musicali con consensi e approvazioni unanimi.

Da ottobre 2009 è compositore in residence dell’Accademia di Montegral del M° Kuhn.
Da giugno 2011 è il nuovo Direttore Artistico dell'Orchestra Giovanile di fiati Delianuova assieme al regista Nino Cannatà.

La sua musica è pubblicata da Ed. Sconfinarte

 

 

Etymos Ensemble

L'Etymos Ensemble è una "naturale evoluzione" dell'Opus Ensemble (gruppo che esegue la musica del compositore Deraco da circa dieci anni).

L’Etymos Ensemble è gruppo modulare formato da giovani talenti musicali che vantano una carriera professionale di alto livello. Il gruppo è stato formato esclusivamente per eseguire musica contemporanea, in particolare quella del suo fondatore e direttore artistico: G. Deraco. L’Etymos Ensemble ha già un curriculum prestigioso in quanto vanta collaborazioni con importanti teatri e luoghi di cultura in tutta Italia e partecipazioni presso importanti festival internazionali di musica contemporanea. Adesso è gruppo in residence presso l'associazione di musica contemporanea Cluster.

15+16/11/2013

Il cabaret postmoderno di uno stralunato antinarratore come ANDREA COSENTINO sarà protagonista dei prossimi due appuntamenti...>>>

 

> venerdì 15 novembre

h 21 / Teatro I.Nieri, Ponte a Moriano (Lu)

Primi passi sulla luna

di ANDREA COSENTINO

 

> sabato 16 novembre

h 19 / SPAM!, via Don Minzoni 34, Porcari (Lu)

Not here not now

di ANDREA COSENTINO

a seguire incontro con l'autore e cena (un piatto caldo incluso nell'ingresso)

 

 

Primi passi sulla luna

 

DIVAGAZIONIPROVVISORIE

PER UNO SPETTACOLO POSTUMO

di e con Andrea Cosentino
indicazioni di regia Andrea Virgilio Franceschi
collaborazione artistica Valentina Giacchetti
disegno luci Dario Aggioli
produzione Pierfrancesco Pisani e Teatro Forsennato, con la collaborazione di kilowatt Festival

 

con ʺPrimi passi sulla lunaʺ, contro la sete di realtà, l’ossessione per le storie vere, i fatti di cronaca e i reality show, Cosentino ci conduce in un esilarante viaggio surreale che prende spunto dal quarantennale del primo allunaggio, passa per il centenario del manifesto futurista, il cinquantenario della creazione della prima Barbie e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick. Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi. Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione. Al cuore del tutto, inoltre, c’è uno squarcio di storia intima, anch’essa forse vera-forse falsa, quasi una confessione offerta in sacrificio, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.

 

 

Not Here Not Now

 

di e con Andrea Cosentino
regia Andrea Virgilio Franceschi
video Tommaso Abatescianni
produzione Pierfrancesco Pisani
in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival - E45 Napoli Fringe Festival
con la collaborazione di  Litta_Produzioni  /associazione Olinda / Infinito srl / Teatro Forsennato
con il sostegno del progetto Perdutamente del Teatro di Roma

 

con “Not Here Not Now” Cosentino invece porta sul palco con ironia e cosciente sfrontatezza una riflessione sull’opera di vere e proprie icone dell’arte contemporanea, da Marina Abramović a Marcel Duchamp. “L’arte è vita, il teatro è finzione” è stato uno dei motti dell’artista internazionale e della regina della body art, ed è il punto di partenza per questo lavoro tra video e teatro in cui si indaga il rapporto tra arte e vita, per interrogarsi sulla creazione di un’opera d’arte e sulle relazioni tra performance, teatro ed esistenza umana. Sulla scena si assiste a un incontro/scontro con la body art, il clown che gioca col martirio del corpo come testimonianza estrema. Marina Abramovic dice: il teatro, il cinema, l’arte sono limitate, essere spettatori non è un’esperienza. L’esperienza bisogna viverla. “A teatro il coltello è finto e il sangue è ketchup”. Un assolo da stand up comedian per spettatori fatalmente passivi e programmaticamente maltrattati, con pupazzi, parrucche, martelli di gomma e nasi finti. E tanto ketchup, naturalmente.

Andrea Cosentino

 

Andrea Cosentino. Attore, autore, comico e studioso di teatro. Tra i suoi spettacoli 'La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce', il ‘dittico del presente’ costituito da L'asino albino e Angelica (i cui testi son pubblicati in Carla Romana Antolini (a cura di), Andrea Cosentino l’apocalisse comica, Roma, Editoria e spettacolo, 2008), Primi passi sulla luna, Esercizi di rianimazione e Not here not now. In questi ultimi lavori si avvale della collaborazione registica e drammaturgica di Andrea Virgilio Franceschi, Valentina Giacchetti e Francesco Picciotti. Le sue apparizioni televisive vanno dalla presenza come opinionista comico nella trasmissione AUT-AUT (Gbr-circuito Cinquestelle) nel 1993 alla partecipazione nel 2003 alla trasmissione televisiva Ciro presenta Visitors (RTI mediaset), per la quale inventa una telenovela serial-demenziale recitata da bambole di plastica. E' promotore del PROGETTO MARA'SAMORT, che opera per un'ipotesi di teatro del-con-sul margine, attraverso una ricerca tematica, linguistica e performativa sulle forme espressive subalterne.

 

http://www.pierfrancescopisani.it/index.php/695/

 

8+9/11/2013

> venerdì 8 novembre

21 / Teatro Vincenzo Da Massa Carrara, Porcari (Lu)
nell'ambito del progetto Teatri del Tempo Presente

Mal bianco

di ZACHES TEATRO

 

> sabato 9 novembre

h 21 / Teatro I.Nieri, Ponte a Moriano, Lucca

Assemblea pubblica

sul piano di rilancio del Teatro Nieri di Ponte a Moriano
(ENTRATA LIBERA: TEATRO A PORTE APERTE)

 

 

Mal bianco
di ZACHES TEATRO


Mal Bianco è la seconda tappa della Trilogia della Visione, progetto sull’opera pittorica di tre differenti artisti che indaga l’atto del vedere come forma articolata di percezione. Il lavoro prende come ispirazione iconografica il maestro giapponese Hokusai, il creatore dei Manga, parola che letteralmente significa "immagini senza nesso logico". In Mal Bianco lo spazio perde contorni e definizioni prospettiche, assorbe i corpi, li consuma e li restituisce smangiati, ombre di se stessi o simulacri di entità decadute. Una realtà altra s’insinua, ulteriore a quella che crediamo ogni giorno di vedere con i nostri occhi, una realtà interiore, dell’animo e dei fantasmi che ognuno porta con sé.

 



 

Assemblea pubblica

sul piano di rilancio del Teatro Nieri di Ponte a Moriano


Per un confronto pubblico in merito alle prospettive che si aprono per il Teatro Nieri e per Ponte a Moriano a seguito del riconoscimento da parte della Regione Toscana dello status di residenza artistica alla compagnia ALDES con il progetto SPAM!.
Per raccogliere i suggerimenti e le richieste dalla cittadinanza in merito all’utilizzo del teatro, per conoscere le aspettative sul suo futuro, ma soprattutto per aprire una nuova fase che riporti il Teatro, dopo tantissimi anni, ad essere un luogo di incontro vivo, aperto e partecipato, percepito da tutti come un bene e una risorsa della collettività e come elemento di riqualificazione e rilancio del territorio.

Zaches Teatro


Zaches Teatro nasce a Firenze nel 2007. Lavora sul connubio tra vari linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l'uso della maschera, il rapporto tra movimenti plastici e musica elettronica live. La prima creazione One reel nasce dall'incontro con Aleksej Merkushev (compagnia DEREVO) che ne cura la regia insieme a Luana Gramegna. Nel 2008 viene presentato Faustus!Faustus!, ispirato al mito di Faust, vincitore di rilevanti premi internazionali. Nel 2009 prende corpo La Trilogia della Visione, che affronta l'opera di tre pittori indagando la visione come forma articolata di percezione. Il primo capitolo, Il Fascino dell'Idiozia, prende spunto dalle Pitture Nere di Goya (Miglior Spettacolo al TeatarFest 2010, Sarajevo), mentre il secondo, Mal Bianco, si rifa ai Manga di Hokusai (premio Prospettiva Danza Teatro 2010, PD). L'ultima tappa, ispirata a F. Bacon, si è articolata nei due studi Lost in Time#1 e Lost in Time#2. La compagnia è ora impegnata nel progetto di teatro ragazzi Pinocchio che prevede una versione russae una italiana alla Città del Teatro di Cascina.

www.zaches.it

OSSERVATORIO CRITICO 2013

Su “Not here Not now” di e con Andrea Cosentino

SPAM! Porcari sabato 16 novembre 2013

 

Not here, not now" nasce dall'incontro di Andrea Cosentino con il metodo Marina Abramovic. Cosentino riprende la visione che l'artista serba, dopo anni di di sfide estreme con il proprio corpo, ha acquisito attraverso la percezione che le sue esibizioni hanno scaturito sul pubblico.

Nel padiglione di arte contemporanea di SPAM a Porcari, con Cosentino si è creata un'esperienza interattiva e genialmente ironica, in un percorso fisico e mentale che l'artista ha esibito come ipotetico partecipante ad un seminario dell Abramovic, deridendo una platea che lo osserva attenta a ogni sua espressione verbale e corporea.

Tra incredulità e percezioni "alterate" del pubblico che lo osserva, Cosentino, con bambole, parrucche e altri strumenti carnevaleschi riesce a emozionare mostrando molto della sua vita privata; parla di una madre apprensiva e di uno “psicodramma" domestico, in cui le filastrocche che da bambino ascoltava avrebbero generato un teatro di “cazzatelle", come lui stesso lo definisce. Quelle "cazzatelle" hanno però un significato profondo , ovvero la capacità di distrarre dai drammi che sono presenti nella vita di ognuno, come quello di un figlio che immagina la madre bambina in un paesaggio del dopoguerra al capezzale di un padre/nonno ammalato che va nutrito e assistito costantemente.

Questa, io credo, sia la parte in cui Cosentino vuole che il pubblico percepisca il fulcro del suo spettacolo, ovvero salvaguardare le relazioni , le emozioni e la concretezza della vita, prima di ogni esperienza estrema e alternativa.

Credo davvero che l'artista abbia voluto regalare attraverso una comicità geniale una commozione inaspettata, quel tipo di sensazione "primordiale" della quale chiunque ha bisogno per sentirsi vivo e puro; perchè credo fermamente che più di ogni ipotetico "qualcuno" che da adulti diventiamo o che aspiriamo ad essere, ognuno di noi per vivere ha bisogno di provare emotività autentiche e se vogliamo infantili, per poter conservare in noi "la purezza della fanciullezza" che ci rende indistintamente dei contenitori di emozioni.

 

Mia D'Andrea

 

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_ L'inizio è bisbigliato. Silenzi titubanti al primo ascolto. Buio luce,assenze presenze,a tratti il monologo è serrato e caratterizzato da gesti dalla carica provocatoria. La comicità è paradossale nel raccontare l'icona della performance-art Marina Abramovic. L'autore e attore Andrea Cosentino lo fa esplorandone il pensiero dentro l'unica,sua,propria, dimensione reale;quella umana. Lo fa con ironia verso quel concetto d'arte dell'Abramovic che sfiora l'autolesionismo sia della mente che del corpo. Lo fa, immergendosi nell'inquietudine di percezioni alterate che rivelano ,logorroicamente,le informazioni necessarie a comprendere l'artista Abramovic. Lo fa da comico e scopre,inciampando nella filastrocca cantilenata un tempo dalla madre,l'artista Cosentino a se stesso. Così è o mi è parso. Il teatro è giusto quando non è lui ad avvicinarsi alla vita ma la vita al teatro.

 

Morena Biagioni

 

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Nello spazio Spam di Porcari, pura essenza di teatro, si consuma qualcosa di difficile da definire. Cosentino, col suo Not Here, Not Now – con la regia di Andrea Virgilio Franceschi e i video di Tommaso Abatescianni -  ci prende e ci porta dove vuole; monologhi, gag, miniracconti, contenuti virtuali e video, tutto va bene per trascinarci e confonderci: crediamo di ridere e riflettiamo, crediamo di riflettere e ridiamo.
Lo spettacolo, apparente excursus su idoli, miti e icone del nostro tempo tutti in fondo ridotti al ruolo di brand,  è un viaggio nella natura della comunicazione e attraversa lande vuote percorse solo da pensieri o  da fantasmi del passato e luoghi troppo densi di parole e persone.

Da quali gesti, da quali suoni siamo realmente messi in risonanza? Lo sguardo ironico sull’arte contemporanea che fa della performance la sua cifra stilistica e dell’ostentazione del dolore il suo tema ricorrente è dissacrante e iconoclasta: va a colpire con freddezza il meccanismo feroce che doma e incanala ogni rivoluzione offrendo al suo artefice una vita da star se si adatta a essere stereotipo di se stesso.

Allora dopo tante  parodie, molto divertenti anche per chi ha nutrito e nutre profondo interesse per l’ arte  performativa e la sua sacerdotessa Marina Abramovic, principale bersaglio dello spettacolo, lo spettatore è richiamato all’ordine e compie quella che si chiama un’esperienza. Comprende ciò che forse la Abramovic stessa sembra aver ormai capito  cioè che il  brutto della vita davvero ci turba quando non è mediato dal video, dalla superficie patinata di una foto o dal corpo immolato dell’artista.

La realtà è dunque lontana dal teatro, ma anche dalla performance: che sia  finzione o atto volontario, ci si può alzare e andarcene, nella vita vera ci si può solo difendere, magari con una cantilena.

Cosentino continua a scherzare, per poi lasciarci soli con il desiderio di risentire tutto dall’inizio, adesso che abbiamo capito.

 

Vera Giagoni

 

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Sulla scena due schermi e pochi altri oggetti: qui l’artista Andrea Cosentino si confronta e si confonde con la celeberrima performer Marina Abramovich, nota per le esibizioni estreme oltre il confine del limite umano e le interazioni con un pubblico imprevedibile e incontrollabile. Cosentino si cala nei panni dello spettatore comune, con le proprie perplessità di fronte a certe manifestazioni dell’arte contemporanea che molto sovente risultano incomprensibili a un pubblico non preparato, perplessità che forse ricordano quelle che proviamo cercando di vivere il tanto agognato “qui ed ora”, evocato e dissacrato dal titolo. Il suo sguardo naif si posa sull’apparente futilità di certe forme d’arte, a partire dagli objets trouvés di Duchamp, il cui valore sfugge alla normale comprensione e ancora oggi ci inquieta, per arrivare ad impersonare l’Abramovich stessa che, con un vistoso nasone posticcio, in inglese, chiosa sulle differenze tra teatro e performance. Con leggerezza e divertimento si affrontano argomenti cruciali del panorama contemporaneo, sempre teso a distinguere l’autenticità delle opere dai clamorosi bluff. Ma se è vero che in ogni falso c’è qualcosa di vero, ecco che lo spettacolo di Cosentino non si riduce a una mera parodia di un’artista tanto discussa, né a una banale citazione del suo lavoro, ma un’opera a sé, che viaggia in parallelo con l’esperienza personale dell’attore/autore e, tra flash video e un esilarante crescendo di parole dette a raffica, si conclude con una significativa metafora, che il brano di Fatboy Slim ironicamente sancisce: “Right here, right now”, proprio qui, proprio ora. Rimettendo così tutto in gioco.

 

Federica Filippelli

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OSSERVATORIO SPETTATORI SPAM! 2013 / 23 nov.

Su Girolamo Deraco ed Etymos Ensemble

SPAM! Porcari, sabato 23 novembre 2013

 

....E la musica può fare...Parafrasando il motivetto di una canzone si scopre un compositore, Girolamo Deraco che fa del suono un uso raffinato. La musica può essere un linguaggio molto deliberato nel momento in cui ci porta a credere, a pensare e a sentire emozioni non genuine, come quando assistiamo alla scena di un film con il suono di un violino in sottofondo e proviamo tristezza. Qui, il tentativo è di rompere questo codice portando l'attenzione sul gesto musicale riconoscendoci la composizione. "Musica da ascoltare con gli occhi". A tratti  frammentaria o appena percettibile ma rigorosa, non la riconosco al primo orecchio ed è lenta la performance a farmi intendere ciò che sta evocando. Personalmente sono ancorata all'idea di musica più tradizionale ed è solo con “Anima Mea” che mi si apre sul concetto dell'acqua che la mente mi traduce;
-...ticchettio,sgocciolio,scroscio...
acqua che muove
il bambino in acrobazia
dentro la marionetta.
Dice che non ti puoi dimenticare da dove vieni.-
Ringrazio il talento.

 

Morena Biagioni

 

 

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Sperimentiamo continuamente quale sia la potenza evocativa della musica che si lega intimamente alle nostre emozioni e può da sola ricostruire uno stato d’animo dimenticato. I compositori quindi la usano per suscitare visioni mentali che possono farci sentire di fronte al mare quando il sole è appena tramontato o nella più desolata delle terre battute dal vento o, ancora, come spesso accade con la musica contemporanea, in una periferia metropolitana. Deraco non cerca questo, o almeno non solo: le visioni non sono evocate, ma reali perché la partitura delle sue stupefacenti composizioni comprendono movimenti, atteggiamenti, espressioni, materiali, contributi video che gli esecutori del suo Ensemble devono apprendere e interpretare. Può così capitare di assistere all’amore interetnico fra un flauto e un clarinetto, alla stregonesca capacità di un timpano di imprigionare gli elicotteri di una base americana o di vedere l’acqua vibrare al soffio dell’anima di un uomo. Difficile da descrivere questa musica –teatro, ma tanto affascinante da fruire.

 

Vera Giagoni

Su "i...i...i...io ?! (first step: Give me a moment)"
di Giselda Ranieri

SPAM! / SABATO 30 NOVEMBRE 2013

 

Ci sono storie che vanno rilette più di una volta per potervi cogliere il senso o rileggerle perchè si, urlano, ma alla fine consolano.

I..i..i..i..io?! è una recita che affida alla danza la dimensione esistenziale di una giovane che è "normalmente" disagiata e nevrotica. Movimenti netti e definiti si susseguono ad altri incerti e frustanti,la protagonista mima tic e gesti che le dicono in modo essenziale quanto sia grande la distanza tra come vorrebbe essere e come in realtà sia. Balla nel limitato spazio del suo corpo, cantando la libertà.

-"Io, sempre"- dice.. ed è come guardarsi dentro e aver paura di uscire fuori. Insicura, dimentica le cose, perde la speranza, cerca tregua, fatica ad apprezzare, non sa dove andare, non conosce bene se stessa.

La danza di Giselda non vuole rassicurare nessuno e vi leggiamo chiare le fragilità di tutti. Le vibrazioni di Elia (Moretti) sulla batteria aiutano a solleticare la nostra emotività cognitiva. Entrambi sembrano esortarci ad essere meno indulgenti verso noi stessi. E' solo quando riusciamo a scoprire il senso che la storia (o la performance) ha per noi e solo per noi, che possiamo dire di averla compresa!

 

Morena Biagioni

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Su "Il ballo del qua"
di Compagnia Abbondanza / Bertoni - i bambini

TEATRO NIERI PONTE A MORIANO / SABATO 30 NOVEMBRE 2013

 

Spettacolo davvero particolare sabato sera al teatro Neri di Ponte a Moriano: Il ballo del Qua della compagnia Abbondanza/Bertoni/Bambini di Rovereto non manda in scena professionisti della danza contemporanea, ma bambini che hanno però alle spalle un lavoro preparatorio di tre anni. E si vede perché il livello della performance è molto alto e le immagini che si compongono in scena hanno un’accuratezza e un controllo impressionanti e restano negli occhi, formando citazioni iconografiche raffinate.

Mentre mi domandavo ancora se l’atmosfera quasi inquietante del lavoro correva il rischio di allontanare un pubblico medio che già non è propenso al linguaggio amato dalla contemporaneità, ho chiesto ai bambini presenti che avevo visto seguire con attenzione, come trovassero lo spettacolo appena concluso e mi hanno semplicemente risposto sorridendo “Bello”. Ho capito quindi che le sovrastrutture culturali talvolta sono uno strumento di comprensione, ma in altri casi costituiscono un ostacolo alla creazione di un libero flusso tra palcoscenico e poltrone.

 

Vera Giagoni

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Su Quattro Studi / R. Castello

SPAM! Porcari (LU)

La presentazione dei quattro studi di Roberto Castello nello spazio SPAM di Porcari ha dato al pubblico il privilegio di entrare nel processo che anima la creazione coreografica non solo per le brevi ma generose introduzioni che hanno preceduto ogni lavoro, ma anche per la vicinanza fisica con gli esecutori. Cosí è stato possibile cogliere in modo inequivocabile ogni aspetto dei complessi brani mentre la loro grande portata estetica avrebbe dominato una visione meno ravvicinata. Sì, questi studi sono infatti in primo luogo bellissimi in ogni particolare: i colori, le linee, i volumi, fino alle musiche e ai costumi costruiscono sequenze di immagini perfette, dense di citazioni pittoriche, letterarie, persino cinematografiche, ma questa estrema perfezione formale è solo l'involucro di un più complesso lavoro sul movimento che si sviluppa secondo quattro diversi canoni. Nel primo pezzo la luce caravaggesca di cui si appropriano i corpi mostra masse che si avviluppano con la lentezza con cui si instaurano nell'anima i sentimenti più profondi , quelli che si impadroniscono dell'esistenza e ne governano il destino.

Il secondo lavoro dove la musica di un giovane campionatore romano ha ritrovato nella coreografia la sua gemella perduta, è uno spaccato di interno metropolitano dove i quattro ballerini dialogano con geometrica energia, mischiando le carte di un veloce gioco optical.

Nel terzo pezzo invece il protagonista è il giunto intorno al quale i due corpi si muovono, costituito dalla linea su cui giacciono gli sguardi e che non si spezza mai e anzi esercita una continua trazione  sui corpi.

Infine l' ultimo brano è l'affresco di una moltitudine di solitudini: in esso lo spazio è allo stesso tempo ampliato fino alla rappresentazione narrativa e ristretto fino alla claustrofobica dimensione dell'ossessione.

Splendido.

 

 

Vera Giagoni

 

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