CENA DI CAPODANNO

31 DICEMBRE h20.30

 

Dopo due mesi di intensa programmazione, caratterizzata da proposte innovative e di altissima qualità artistica nell’ambito della danza e della musica, ma anche del teatro e del video, con la fine dell’anno si chiude SPAM! Autunno 2010.

ALDES invita dunque tutti a festeggiare insieme questa doppia fine in un’atmosfera rilassata: ciascuno porterà il suo piatto preferito e una bottiglia di vino da condividere con vecchi e nuovi amici, un piatto da scambiare con gli altri, e poiché il banchetto si costruirà sul vostro contributo culinario, al fine di un’ottima organizzazione della serata è necessario prenotare quanto prima!

 

Ad accompagnare la cena saranno le improvvisazioni musicali libere e istantanee di >

LORENZO SANSONI 

e dei ragazzi del Laboratorio di sperimentazione e improvvisazione vocale GiocandoLaVoce, che ci regaleranno le circlesong (canti circolari): veicoli di comunicazione che affondano le loro radici nelle più antiche tradizioni orali e nelle ritualità più diverse, come espressioni universali di gioia e di gratitudine.

 

 

INFO >>>

 

Posti limitati (massimo 60 persone): è necessaria la prenotazione entro le ore 13.00 del 31/12.

Portare cibo e bevande da condividere.

Per maggiori informazioni scrivere a comunicazione@spamweb.it
oppure telefonare al numero 348.3213504

TEMPI DI REAZIONE N.3

HAPPENINGS MULTIDISCIPLINARI DI IMPROVVISAZIONE

28.29.30 DICEMBRE h21.15

 

28/12
PAOLA LATTANZI (danza)
STEFANO ZAZZERA (DJ elettro-minimal)

Paola Lattanzi, danzatrice e coreografa umbra formatasi alla Amsterdam Hogescool Voor de Kunsten, è direttrice della sezione danza del Laboratorio Teatro Orvieto. Come danzatrice collabora con numerose Compagnie italiane, mentre come coreografa e interprete ha presentato i suoi lavori in vari festival sia in Italia sia all’estero; con “Nell’amorosa quiete delle tue braccia” (realizzato in collaborazione con Roberto Biselli) ha vinto il Premio Ermo Colle a Parma.
La sua ricerca coreografica si muove su vari fronti e va dall'improvvisazione alla strutturazione in spazi essenzialmente teatrali al più recente interesse per la site specific dance.
Per Tempi di Reazione 3 Paola Lattanzi presenterà una performance improvvisata, accompagnata da un gruppo di giovani danzatori locali e dal dj elettro-minimal Stefano Zazzera, membro della band Moody Mammoth fondata a Brooklyn (NYC) nel 2007; compositore e sound designer per eventi multidisciplinari, Zazzera ha composto musiche per spettacoli di danza, teatro e film.

 

29/12
MARCO BETTI (poesia estemporanea)
MAURO CHECHI (poesia estemporanea)
MARZIO MATTEOLI (poesia estemporanea)

La LIPE (Lega Italiana Poesia Estemporanea), impegnata nella riscoperta di antiche forme di linguaggio e modalità di intrattenimento e nel recupero del canto in ottava rima dei poeti improvvisatori, ancora vivo in molte zone dell' Italia Centrale, presenta a SPAM! i Poeti Estemporanei Marco Betti, Mauro Chechi e Marzio Matteoli. I poeti improvviseranno su temi classici o di attualità richiesti dagli spettatori elaborando estemporaneamente le ottave e adattando, con un senso metrico incredibile, i versi in rima a una melodia. L’esibizione tende a far rivivere in modo molto spigliato e accattivante le modalità di intrattenimento proprie delle fiere antiche, quando cantori o poeti si esibivano nelle taverne, agli angoli delle piazze, sui sagrati delle chiese, ai margini delle strade.

 

30/12
DANIELE DI GREGORIO (musica/marimba e percussioni)
NICCOLO’ DI GREGORIO (musica/elettronica, batteria)
GIACOMO VERDE (video-performance)
CARLO ISOLA (video-performance)

Una serata di improvvisazione in profonda sinergia e interazione tra quattro artisti: due di loro giocheranno con i suoni, gli altri due con le immagini.
A Tempi di reazione 3 due grandi nomi della video arte italiana: uno è Giacomo Verde, teknoartista lucchese la cui costante (fin dalle prime produzioni degli anni ’70) è “riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto” e creare connessioni tra i diversi generi artistici. L’altro è Carlo Isola, noto a tutti gli appassionati di video arte (e non solo) per aver importato in Italia il videominuto e per le sue Teste Parlanti: i due si chiuderanno ciascuno in una scatola per dar vita a una video-performance sul valore della mediocrità nel cosmo contemporaneo.
Fuori dalla scatola le improvvisazioni sonore di Niccolò Di Gregorio e Daniele Di Gregorio, compositore che può vantare collaborazioni davvero eccelse, tra le quali quelle con Mina, Carmen Consoli, Paolo Conte e il maestro Claudio Abbado. Daniele Di Gregorio è uno tra i più grandi esperti internazionali in marimba e vibrafono, e grande artista dell’improvvisazione jazz; recentemente ha curato tutti gli arrangiamenti di “Vieni via con me” (compresi quelli delle coreografie finali di Roberto Castello) per l’omonima trasmissione di e con Fazio e Saviano.

PAOLA LATTANZI

www.paolalattanzi.it/welcome.html

 

STEFANO ZAZZERA

www.myspace.com/moodymammoththeband

 

MARCO BETTI
MAURO CHECHI
MARZIO MATTEOLI

web.tiscali.it/maurochechi

 

DANIELE DI GREGORIO
NICCOLO’ DI GREGORIO

www.danieledigregorio.com/

 

GIACOMO VERDE

www.verdegiac.org

 

CARLO ISOLA

carloisola.blogspot.com

ASCESA & CADUTA

19 DICEMBRE h21.15

 

progetto, realizzazione Kinkaleri
in scena Marco Mazzoni
produzione Lunatica Festival – Provincia di Massa Carrara | Castello Malaspina di Fosdinovo | Kinkaleri
in collaborazione con Osservatorio per le Arti Contemporanee Ente Cassa di Risparmio di Firenze
con il supporto di Xing / Kinkaleri
con il sostegno di Mibac – dipartimento spettacolo | SRS Regione Toscana

Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny rappresenta il capolavoro che legò l'autore teatrale Bertolt Brecht al musicista Kurt Weill alla fine degli anni Venti. La vera grandezza dell'opera non risiede solamente nella sua capacità di anticipare i tempi: di descrivere l'anarchia della società dei consumi, la falsità e l'insita debolezza del sistema capitalista ma anche nella sua forma di rappresentazione, un opera che mischia i linguaggi, le lingue la cultura alta e bassa, un opera quasi musical che fonde musica e parole rendendo il lavoro territorio fertile per una serie di virtuosismi fuori dal comune.

L’operazione di Kinkaleri s’insinua fra le pieghe della messa in scena usando il testo come traccia narrativa e come pretesto per una performance che si fa carico della propria condizione esistenziale, in A & C gli elementi cardini dell’opera brechttiana sono assunti come elementi fondanti e sviluppati in un movimento circolare dove performer e storia narrata si fondono stratificando su se stessi i segni che danno vita alla nuova opera.

KINKALERI

nasce nel 1995 come “raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo”. I componenti si incontrano con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività. Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, installazioni visive, materiali sonori e performance, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero. Nel 2002 la compagnia riceve il “PREMIO LO STRANIERO Scommesse per il futuro”, il PREMIO UBU per lo spettacolo <OTTO> come miglior spettacolo di teatrodanza. Da gennaio 2001 la
sede operativa si è trasferita nello Spazio-K, uno dei capannoni dell’ex-area industriale Campolmi nel centro storico di Prato. Il gruppo è formato attualmente da: Matteo Bambi, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

www.kinkaleri.it

DUX IN SCATOLA + NOVEMBRE (studio)

18 DICEMBRE h21.15
 

 

DUX IN SCATOLA

finalista del Premio Scenario 2005


drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano
collaborazione artistica Valentina Cannizzaro, Gabriele Linari
disegno luci Marco Fumarola
progetto grafico Alessandra D'Innella
produzione amnesiA vivacE
in collaborazione con Rialto SantAmbrogio
 

Un bizzarro storico-conferenziere, tra Petrolini e Woody Allen. Un mix originale di humor ebraico e dinoccolato cinismo romano.

Un attore – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”– racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ’57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterarii del Ventennio (Marinetti, Gadda, Malaparte…), luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare Il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso agli anni della nostalgia. L’attore, costretto ad avvicinare la materia
da una lontananza cronologica e ideologica immensa, gioca una identificazione posticcia con l’oggetto del suo racconto, parlando sempre in prima persona, come se il suo corpo contenesse la forza criminale del fascismo tra le sue quattro ossa. Una identificazione che è appunto posticcia, visto che in scena non c’è nessun tentativo di rappresentare un personaggio-Mussolini: il duce degli italiani è nel baule, o al limite nella tomba di Predappio.
L’assimilazione forzata tra il soggetto (Daniele Timpano: “sinistramente” vivo) e l’oggetto (Mussolini Benito: “destramente” morto) del racconto riconferma la lontananza irriducibile tra due visioni del mondo inconciliabili.

 

 

NOVEMBRE 2010

work in progress

progetto di Ambra Senatore
coreografia in collaborazione con Caterina Basso e Claudia Catarzi
in scena Ambra Senatore, Caterina Basso e Claudia Catarzi


produzione ALDES
con il sostegno di Mibac MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo, Provincia di Lucca, Fondazione Monte dei Paschi di Siena

 

 


Una tappa di lavoro che procede sul percorso delle dinamiche danzate avviato con Passo, creato in collaborazione con Caterina Basso e Claudia Catarzi

Daniele Timpano

(Roma, 1974) è autore-attore e regista di teatro. Come attore ha lavorato con Michelangelo Ricci (Finale di Partita, La Meglio Gioventù, Ubu Re), Carlo Emilio Lerici, Francesca Romana Coluzzi, Massimiliano Civica (Grand Guignol).

Ha collaborato con diverse compagnie della scena indipendente romana, tra le quali OlivieriRavelli teatro (L'immaginario malato , Trilogia del consenso) e LABit (Mani).

Fondatore del gruppo amnesiA vivacE, ha scritto e interpretato Storie di un Cirano di Pezza (1998); Ogni rivoluzione è (?) un lancio di dadi (1998, in collaborazione con Marco Maurizi); Teneramente Tattico (1999); Profondo Dispari (2000); Oreste da Euripide (2001); caccia 'L drago da J. R. R. Tolkien (2004), vincitore della terza edizione del premio Le voci dell'anima - incontri teatrali; Gli uccisori del chiaro di luna -- cantata non intonata per F. T. Marinetti e V. Majakovskij (2005); dux in scatola. Autobiografia d'oltretomba di Mussolini Benito (2006), finalista al Premio Scenario 2005, pubblicato in volume da Coniglio Editore nel 2006 e sulla rivista di teatro Hystrio nel 2008; Ecce robot! Cronaca di un'invasione (2007), ispirato all'opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) e pubblicato in volume all'interno dell'antologia "Senza corpo - voci dalla nuova scena italiana" a cura di Debora Pietrobono [Minimum Fax, 2009]; Negative film #1; Teneramente Tattico (2009, in collaborazione con Lorenzo Letizia/Le Chant du Jour); Risorgimento pop - memorie e amnesie conferite ad una gamba (2009, in collaborazione con Marco Andreoli/Circo Bordeaux) e Sì l'ammore no (2009, in collaborazione con Elvira Frosini/Kataklisma), finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche "Dante Cappelletti" nel 2008. Coordinatore dei laboratori teatrali, letterari e musicali Oreste ex Machina (2003), Gli uccisori del chiaro di luna (2004) e Fiabbe Itagliane (2005), tutti finanziati dall'Università degli studi di Roma "La Sapienza".

Un suo testo, Per amarti meglio!, è stato finalista nella rassegna "Napoli drammaturgia in festival 2001" e dramma del mese su Dramma.it. È redattore (e collaboratore) di questa rivista e di Ubu Settete, periodico di critica e cultura teatrale. È tra gli ideatori e organizzatori della rassegna romana Ubu Settete -- fiera di alterità teatrali.

www.amnesiavivace.it

 

 

Ambra senatore

www.aldesweb.org/it/autoricambi

PASSO

vincitore Premio Equilibrio 2009

17 DICEMBRE h21.15

 

coreografia Ambra Senatore in collaborazione con Caterina Basso, Claudia Catarzi, Matteo Ceccarelli, Elisa Ferrari, Tommaso Monza
interpreti Caterina Basso, Claudia Catarzi, Matteo Ceccarelli, Tommaso Monza e Ambra Senatore
luci Fausto Bonvini
musiche Brian Bellott e Andrea Gattico
produzione Fondazione Musica per Roma, Chateau Rouge-Annemasse, Espace Malraux scène nationale de Chambéry et de la Savoie – CARTA BIANCA programme ALCOTRA – coopération France/Italie, Ass. EDA, Festival Delle Colline Torinesi
in collaborazione con Fondazione TPE, Festival Interplay-Torino, ALDES, SPAM!, Indisciplinarte, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Reiss Arti Performative
con il sostegno di Mibac MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo, Provincia di Lucca, Fondazione Monte dei Paschi di Siena

www.aldesweb.org/it/passo

“Questo lavoro ha due moventi: la volontà di danzare maggiormente rispetto alle mie creazioni precedenti, di cercare un movimento in dinamica e nello spazio dando fiducia al corpo, e il desiderio di dirigere un gruppo per la prima volta.
Passo ruota intorno a due macroquestioni: da un lato il rapporto tra realtà e finzione, il limite tra il dentro e il fuori della scrittura scenica, tra partitura e imprevisto; dall’altro la relazione, il rapporto tra individuo e collettività.
Giochiamo con la finzione teatrale e con la variazione inaspettata e continua del senso: l’inattesa deviazione della percezione è una componente del gioco teatrale e di fatto, anche la vita pone di fronte al continuo trasformarsi del senso di quello che incontriamo, chiedendoci elasticità, capacità critica e allenamento al dubbio, alla messa in discussione”.

A. Senatore

 

TeatroTeatro.it - 25/02/2009

Premio Equilibrio 2009: I Vincitori “(...) La giuria internazionale, presieduta da Lura Kumin, ha premiato, Passo, lavoro di Ambra Senatore con le seguenti motivazioni: «per la capacità di saper coniugare danza e dimensione concettuale con grande intelligenza e ironia. Ricca di inventiva e di idee, Ambra Senatore ha dimostrato grande consapevolezza nell’uso dei diversi elementi che compongono la sua proposta scenica e grande abilità nell’unire il linguaggio coreografico a quello teatrale. Altro punto di forza, e aspetto particolarmente apprezzabile, è la bella qualità di movimento che caratterizza la sua danza. Dopo solo due settimane di lavoro, le due danzatrici (Ambra Senatore e Caterina Basso) hanno dato vita a una performance caratterizzata da chiarezza e precisione, nelle singole azioni e nella struttura complessiva. La presenza delle interpreti in scena è risultata molto forte e le loro azioni ricche di senso». (...)”

Ambra Senatore

nasce a Torino nel 1976.
Lavora nell’ambito del teatro di danza in Italia e in Francia dal 1997. Dopo alcune esperienze di creazione collettiva dal 2004 è autrice di suoi spettacoli.
Ha collaborato con Jean Claude Gallotta, Giorgio Rossi, Georges Lavaudant ( Théâtre de l’Odéon, Parigi), Marco Baliani; è parte della compagnia ALDES, diretta da Roberto Castello. Collabora come autrice con Antonio Tagliarini.
Si forma con Raffaella Giordano, Carolyn Carlson, Dominique Dupuy, Jean Cébron, Malou Airaudo, Bill T. Jones, Ivan Wolf, Nigel Charnock, Karin Waehner, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni e Roberto Castello.
Nel 2001 frequenta l’Accademia Isola Danza di Venezia, diretta da Carolyn Carlson.
Ha concluso un dottorato sulla danza contemporanea in Italia e collabora all’insegnamento di Storia della Danza presso il DAMS di Torino e presso l’Università Statale di Milano.
Ha pubblicato La danza d’autore. Vent’anni di danza contemporanea in Italia, UTET, Torino, 2007.
Vince, con il progetto Passo, il Premio Equilibrio 2009 della Fondazione Musica per Roma.
Creazioni precedenti: Maglie 2009, L’ottavo giorno ( di A. Senatore e A. Tagliarini ), Altro piccolo progetto domestico 2007, Informazioni Utili 2006, Merce 2005, EDA-solo 2004.

www.aldesweb.org/it/autoricambi

SFAVILLANTE

parte IX de Il migliore dei mondi possibili

10 DICEMBRE h21.15

 

Ultima opera di  Roberto Castello. Il coreografo rifletterà sull’esperienza e sul senso della danza contemporanea in TV con Massimo Marino, critico teatrale e docente di Promozione e informazione teatrale al DAMS di Bologna.

A quale mondo possibile danno corpo trenta danzatori dentro uno schermo? Come si modifica la percezione della danza se fruita contemporaneamente da milioni di spettatori? Lo spettacolo dal vivo in diretta è ancora spettacolo dal vivo? Un casuale prodotto del teatro contemporaneo, casuale in quanto opportunità creativa nata da una contingenza, può diventare un’opera d’arte?
“Diventa un ready made” dice Roberto Castello “abbiamo messo una cornice artistica a qualcosa che è accaduto in modo naturale (…) l’esperienza di vita è casuale, aleatoria, e solo dopo si prova a darle una coerenza, ma è una coerenza che si aggiunge a posteriori”.
Così “Sfavillante” entra a far parte del percorso di ricerca della compagnia ALDES e chiude la saga “Il migliore dei mondi possibili”.

www.aldesweb.org/it/sfavillante

www.aldesweb.org/it/migliore_dei_mondi_possibili

 

ALDES / ROBERTO CASTELLO

www.aldesweb.org

Nel Disastro

parte VIII de IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI
4+5 DICEMBRE h21.15

progetto, regia, coreografia Roberto Castello
interpreti Caterina Basso, Roberto Castello, Claudia Catarzi, Alessandra Moretti, Mario Ghezzi, Stefano Questorio
video e testi ALDES
materiali scenici e costumi GIULIA RONCUCCI

"Tra il lavori più interessanti passati a Short Theatre (...) uno spettacolo corale veramente universale, che coniuga cioè parola e movimento così come fa con i temi del presente e i linguaggi della ricerca, con naturalezza e profonda capacità espressiva, che fa di «Nel disastro» uno spettacolo per ogni tipo di pubblico. (...)"
G. Graziani - Carta.org - 17/09/2010

www.aldesweb.org/it/nel_disastro

 

 

ALDES / Roberto Castello

 

ALDES è una associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione.

I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere.

ultima avventura di ALDES > le coreografie per Vieni via con me

www.aldesweb.org

Atlante del bianco

3 DICEMBRE h21.15

 

Una compagnia formata da ragazzi non vedenti su un progetto di Virgilio Sieni

 

interpretazione e collaborazione Giuseppe Comuniello
musica Francesco Giomi
assistenti Luana Gramegna, Ramona Caia, Caterina Poggesi

produzione
Emilia Romagna Teatro Fondazione Regione Toscana
Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio Firenze Comune di Firenze-Assessorato alla cultura e alla contemporaneità
CANGO_Cantieri Goldonetta Accademia sull’arte del gesto
Compagnia Virgilio Sieni

con il contributo di
Regione Toscana/Stamperia Braille

in collaborazione con
Unione Ciechi e Ipovedenti Onlus - Sezione provinciale di Firenze

 

 

Altlante del bianco vede in scena Giuseppe Comuniello, protagonista di un lavoro che ha trovato una sua forma definitiva al termine di un articolato percorso iniziato alla fine del 2008 con il supporto dell’équipe dell’Accademia sull’arte del gesto.
Questo giovane danzatore non vedente ci trascrive con il corpo un viaggio immaginario verso la conoscenza dei colori. Si tratta di fantasticherie che si originano da semplici esercizi di orientamento per svilupparsi in un arcipelago sospeso di gesti e ascolti.
L’Accademia sull’arte del gesto, fondata e diretta da Virgilio Sieni, con sede a CANGO, è un percorso di approfondimento sulla trasmissione del movimento teso a creare un contesto innovativo di pratiche sul senso del corpo e della danza.

Damasco Corner/Virgilio Sieni

La Compagnia Damasco Corner è un gruppo formato da ragazzi non vedenti, nato su un progetto di Virgilio Sieni per dar vita a un’esperienza unica di ricerca fondata sulla percezione reciproca del corpo e sulla natura del gesto.

www.sienidanza.it

MARATONA VERDE

dalle h.21 del 27 alle h.22ca. del 28 NOVEMBRE

24 ore no stop con il video/teknoartista lucchese Giacomo Verde

 

 

SPAM! spazio per le arti performative contemporanee dedica la terza edizione della MARATONA video monografica all’artista GIACOMO VERDE, pioniere della videoarte italiana e tecknoartista contemporaneo.

Due giorni di video proiettati 24 ore non stop, ripercorreranno la produzione video di Giacomo Verde dai suoi primi vhs anni ottanta, alle sue recenti sperimentazioni con il video-cellulare.

 

La maratona inizierà alle 21.00 del giorno 27 novembre 2010 e terminerà il giorno successivo alla stessa ora, seguita dalla performance MULTIREVERSE condotta dall’artista stesso a chiusura di un percorso cronologico che va dal 1983 alle ultime produzioni del 2010 presentate in anteprima al pubblico.

 

La curatela della MARATONA VERDE è diretta del Prof. M.M.Gazzano, docente di Cinema, Arti Elelttroniche e Intermediali presso l’Università Roma3 (Roma) .

 

L'opera di Giacomo Verde non può essere descritta attraverso un genere o una tipologia artistica ma si caratterizza invece per la contaminazione e l'attraversamento di più generi con il costante uso creativo di tecnologie a "basso costo".

In quest’occasione saranno proiettati 29 video che ricostruiranno in modo organico l’ampia produzione di Giacomo Verde dai primi video in vhs come Fine Fine Millennio, anno 1983, dalla cifra stilistica quasi artigianale, continuando con progetti come il Tele-Racconto e la Minimal TV, manifesti dell’estetica video dell’artista per antonomasia.

L’atteggiamento teso a svelare criticamente i meccanismi dei popolari mezzi di comunicazione, si affianca all’uso democratico e creativo delle tecnologie del nostro quotidiano: il cellulare si trasforma in un insospettabile strumento immaginativo, carico di potenzialità artistiche e mezzo discreto di documentazione del mondo, anche in modo poetico come testimonia il video Sulla rosa dei venti (il segno dei tempi); mentre con il pc inventa un nuovo modo di tradurre oggetti comuni in immagini artistiche come la scenografia del video clip del singolo L'ecosistema di Andrea Carboni e dei videofondali in teatro.

Teatro, vita, politica, attivismo e tecnologia sono alla base del lavoro artistico di Giacomo Verde sottolineato da questo percorso curatoriale.

Giacomo Verde

si definisce teknoartista. Si occupa di teatro e arti visive dagli anni '70.

Dagli anni '80 realizza oper'azioni collegate all'utilizzo creativo di tecnologia "povera": videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici. E' l'inventore del "tele-racconto" - performance teatrale che coniuga narrazione, micro-teatro e macro ripresa in diretta - tecnica utilizzata anche per video-fondali-live in concerti, recital di poesia e spettacoli teatrali. E' tra i primi italiani a realizzare opere di arte interattiva e net-art. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi artistici e' la sua costante.
Partecipa attivamente all'attività di SPAM! dal 2008.

www.verdegiac.org

EMERGENZE / Giovani compagnie lucchesi

26 NOVEMBRE h21.15

 

le Cose sottili nell'aria / La cattiva Compagnia
Mangiami / Colombre Teatro
MiniEra / Ultra Off

Presentazione di brevi opere di compagnie teatrali semi-professionali della provincia di Lucca, selezionate in collaborazione con i critici Tommaso Chimenti e Rodolfo Sacchettini.

 

Nonostante i tagli alla cultura, nonostante la chiusura di importanti teatri e la recente soppressione dell’ETI, tutti segni della deriva di una asfittica e miope politica culturale nazionale, il bisogno di teatro nella popolazione è tangibile; si moltiplicano i laboratori, continuano a nascere compagnie amatoriali e professionali e le iscrizioni ai vari DAMS non stanno certamente calando.

Il teatro è un fondamento della vita civile e politica e un profondissimo mezzo di comunicazione.

 

Le tante compagnie amatoriali disseminate sul territorio spesso non hanno alcuna possibilità di rendersi visibili, di accedere a un palco, e soprattutto di avere un feedback da parte di chi lavora nel settore, cosa importantissima per la crescita della compagnia.

Per colmare questo vuoto, per rendere possibile lo scambio e il dialogo tra ‘amatori’ e ‘professionisti’ del teatro - come anche tra gli amatori stessi, in vista della costruzione di una rete in grado di favorire la comunicazione, la collaborazione e lo scambio - Roberto Castello, coadiuvato dai critici Tommaso Chimenti e Rodolfo Sacchettini, ha dato vita al progetto Emergenze/Giovani Compagnie Lucchesi.

 

Dopo un’accurata mappatura del territorio, sono state selezionate, tra quelle rivolgono particolare attenzione al linguaggio contemporaneo, tre giovani compagnie della provincia di Lucca alle quali offrire l’opportunità di esibirsi sul palco di SPAM! nella serata di venerdì 26 novembre.

 

Le tre compagnie selezionate sono: La Cattiva Compagnia, che presenterà Le cose sottili nell’aria, un testo di Massimo Sgorbani; ColombreTeatro con Mangiami, liberamente tratto da Cappuccetto Rosso e infine gli Ultra Off con MiniEra.

La cattiva Compagnia
Colombre Teatro
Ultra Off

 

Ultra Off in MiniEra  

Uno spettacolo sul confine, sulla soglia: tra dentro e fuori tra il soggetto e l’alterità, tra il buio e la luce, che si svolge in uno spazio scenico dominato dall’immagine, e in cui l’identità del personaggio non può prescindere da quella del telespettatore.

 

ColombreTeatro in Mangiami

di e con Stefania Luisi e Alessandra Podestà, assistenza tecnica e scenografie Francesco Iardella

Tutto lo spettacolo si svolge sopra, sotto, dentro un enorme letto, circondato dal pubblico, che nel corso dell’opera si trasforma: è la casa della mamma e il bosco scuro e pieno di luce, è la casa della nonna e il suo letto, è la pancia del lupo, meta ultima della bambina.

 

La Cattiva Compagnia in Le cose sottili nell’aria

regia di Giovanni Fedeli, con Giovanni Fedeli e Tiziana Rinaldi

A partire dal testo di Massimo Sgorbani, La Cattiva Compagnia mette in scena una madre e un figlio, la loro impossibilità di comunicare; i due personaggi confessano al pubblico i propri disagi nei confronti della vita, sullo sfondo dei fatti mediatici più eclatanti della storia italiana degli anni ’70 e ’80.

MY ARM

21 NOVEMBRE h21.15

 

di Tim Crouch
traduzione Luca Scarlini
regia Fabrizio Arcuri
con Matteo Angius e Emiliano Duncan Barbieri
video Lorenzo Letizia – Chant du jour
produzione accademia degli artefatti07
in collaborazione con: British Council, Trend - Nuove frontiere del Teatro Britannico, Santarcangelo - International Festival of the Arts, Festival Teatri delle Mura di Padova, Armunia - Castiglioncello, Officina culturale - Regione Lazio.
debutto: Festival Santarcangelo dei Teatri, luglio 2007

 

My arm è il monologo di un trentenne che racconta di come da bambino ha sfidato se stesso, le proprie possibilità, la propria noia, e quella universale. E’ una sfida incosciente, eppure di una portata speculativa e di un’intensità emotiva travolgente: dopo aver dimostrato di riuscire a stare per quattro mesi senza andar di corpo o senza parlare, un giorno porta un braccio sopra la testa e prova a verificare per quanto tempo riuscirà a tenercelo…e ora vent’anni dopo vive e muore del suo braccio reso inattivo, arto ucciso, ma insieme unico superstite al resto del corpo.
Una storia che ha la preziosità del racconto biografico e la carica di una critica culturale; e anche la malinconia di un disfacimento e la gioia di una rivoluzione; è una storia raccontata direttamente al pubblico rendendolo consapevole e complice di ogni sua piega, di ogni suo dramma e di ogni sua ridicola assurdità. La vita quotidiana di un uomo che non riesce più a riportare il braccio nella posizione naturale e la vita straordinaria di un braccio che diventa protagonista della scena artistica mondiale anche grazie all’uomo che ha scelto di riposizionarlo definitivamente. Una colonna sonora suonata live ripercorre le tappe dei trent’anni del protagonista, regalando alla messa in scena tutta la britannicità del contesto in cui la storia si sviluppa. Una telecamera in scena che riproduce su uno schermo da filmino casalingo il teatrino ulteriore allestito dal protagonista e un video in cui il protagonista dialoga con un altro sé a grandezza naturale: ecco gli elementi capaci di spostare continuamente il piano del racconto e della visione.
‘L’uomo del braccio’ racconta la sua storia prendendo a prestito dagli spettatori foto, chiavi, accendini che raffigurano luoghi o personaggi cui però non rimandano affatto: e ricostruisce così un teatro ulteriore, un mondo e un linguaggio ulteriori che raccontano una storia tanto vera e per questo impossibile, manipolando la realtà e mettendola a servizio di una rappresentazione che però non ha nulla da raccontare, se non se stessa.

Accademia degli Artefatti

accademia degli artefatti si forma all’inizio degli anni Novanta con lo specifico intento di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. L’approccio al lavoro, con le sue contaminazioni fra arte figurativa, performance e installazioni, non comporta una cifra stilistica rigida o una coerenza estetica predefinita. La compagnia ha sviluppato una propria modalità prettamente teatrale, avendo il teatro – il suo senso e le sue crisi – come oggetto di continua riflessione e di declinazione del reale.
Dopo un periodo di teatro fatto di immagini e di spazi abitati performativamente, dalla fine degli anni Novanta l’urgenza artistica si manifesta in una nuova attenzione alla drammaturgia contemporanea e in particolare anglosassone che, attraverso i testi di Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch e Mark Ravenhill, diventa luogo di costruzione e decostruzione del linguaggio stesso, come specchio e trama del reale e dei suoi mascheramenti.
La compagnia ha sempre lavorato per progetti, con l’intento di comprendere e disarticolare l’oggetto artistico, producendo video (vincitrici di due edizioni del premio Riccione TTV nel 1995 e 1998), performance, installazioni, studi, spettacoli, che declinassero i contenuti a cui la compagnia si è progressivamente interessata. Dopo il progetto L’ETA’ OSCURA, sul tema del labirinto e del Minotauro, nel 2003 con DRESS CODE REALITY il tema del confine tra realtà e finzione diventa oggetto della ricerca artistica. Dopo la ricchezza barocca, scenografica ed estetica, dei primi anni e dopo l’asciutta ricerca attoriale dei successivi, con il progetto LA TRILOGIA DEL NIENTE la riflessione del mondo diventa tutt’uno con una riflessione sul teatro. Pur forse senza averne inizialmente consapevolezza piena, la compagnia in tutti i suoi progetti si è sempre confrontata con la crisi del dramma, tradizionalmente inteso, e quindi con l’idea di post-drammatico e oggi anche di post-regia.
accademia degli artefatti ha presentato i suoi lavori nelle più importanti manifestazioni nazionali: Santarcangelo Festival, VolterraTeatro, il Mittelfest a Cividale del Friuli, Inequilibrio a Castiglioncello, Primavera dei Teatri a Castrovillari, Teatri 90 a Milano, Enzimi a Roma. È vincitrice della Biennale giovani di Roma del 1999. Nel 2000 il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una retrospettiva dei lavori del gruppo, già ospitata dai cantieri culturali de la Zisa di Palermo. Extra-ordinario a Roma, Crisalide a Forlì, le notti bianche del Mittelfest
Da sempre la compagnia ha investito, olre che nella produzione artistica, anche nella diffusione e organizzazione di festival e rassegne, che fossero luogo di esposizione e di confronto per realtà emergenti italiane e internazionali: Extra-ordinario a Roma (1996), Crisalide a Forlì (dal 1997 al 1999), Le notti bianche del Mittelfest (2001). Dal 2006 organizza Short Theatre e cura la direzione artistica dell’officina culturale AREA06 del Lazio.
Nel 2005 vince il Premio Ubu per la migliore proposta drammaturgica straniera con Tre pezzi facili di Martin Crimp.
L'ultima produzione, SHOOT/GET TREASURE/REPEAT, ciclo epico di Mark Ravenhill composto da 17 piecès, è stato finalista ai Premi Ubu 2009 come miglior novità straniera. La compagnia è vincitrice del Premio della Critica Teatrale 2010.

www.artefatti.org

DIVANO OCCIDENTALE

19 NOVEMBRE h21.15
(nell'ambito di DA-TO Danza in Toscana)

 

regia Michele Di Stefano
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Laura Scarpini & guests
suono Starfuckers da "Infinitive sessions" dbk 102
produzione MK05
in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri, Starfuckers e Xing
contributo MiBAC 2010

 


Divano occidentale è una seduta coreografica generata da una delle scene dello spettacolo Real Madrid ed evolutasi autonomamente. Come nel progetto originario, anche qui esiste un meccanismo governato da una lista di parole, che rinviano continuamente ad un discorso impossibile.
La natura di questa performance consente l'intrusione di personaggi esterni al suo precisissimo orologio interno, spesso ingaggiati sul luogo della rappresentazione.
Diwan è una parola araba che indica un consesso, ma anche un canzoniere, un contenitore per l'affiorare di presenze portatrici di contenuti imprecisati. I corpi sono in realtà occupati da qualcosa di inclassificabile e abitano tempi differenti; nessuno sembra avere rapporti con nessuno, se non nella ricerca di quei 'momenti giusti' che trasformano l'albergo delle immagini in una possibile rappresentazione, alla quale i corpi possono aderire o voltare le spalle.
Così l'apparente produzione di senso e di immagini permette al soggetto di rimanere altrove durante l'esposizione, in una sorta di costante pulsazione sonora che si situa ai bordi della cronologia spettacolare.
Quando la danza appare è sempre nel vuoto, evacuazione dal meccanismo.

 

MK

è una formazione indipendente che si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora.

Il progetto del gruppo si è sviluppato a partire dal 1999 attraversando i più importanti festival della nuova scena. Tra le produzioni recenti: Tourism commissionato da La Biennale di Venezia, Wasted per F.I.S.Co.08 e Comfort, ospitato ultimamente dall'Indonesian Dance Festival e dallo Sparks Festival di Minneapolis. L' ultima produzione speak spanishè in tour nel 2010-11.
Nel 2010 Michele Di Stefano ha partecipato come coreografo al progetto Dance n.3 di Cristina Rizzo, con Eszter Salomon e Matteo Levaggi. Ha collaborato al programma Swiss Cube dell'Istituto svizzero di Roma insieme a Gilles Jobin e Simon Vincenzi.
Sempre nel 2010 il gruppo è impegnato con due produzioni nella stagione sui Fondamentalismi voluta da Antonio Latella al NuovoTeatro Nuovo di Napoli e inaugura le Instruction series, un progetto di coreografie a distanza costruito in collaborazione con Xing.
Michele Di Stefano, Biagio Caravano, e Philippe Barbut hanno partecipato alla creazione di tutte le produzioni del gruppo.
Divano occidentale è stato creato nel 2005; presentato in numerosi festival, è approdato nel 2007alla Kitazawa Town Hall di Tokyo.
MK è una delle cinque formazioni alle quali è dedicato il libro Corpo sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (UbuLibri, Milano 03).

www.mkonline.it

AnnoTtazioni + KALSH + COUNT DOWN

19 NOVEMBRE h21.15
(nell'ambito di DA-TO Danza in Toscana)

 

 

AnnoTtazioni / Daniele Albanese-STALK

di/con Daniele Albanese
musiche Marco Monica, “Wild is the Wind” -frammento– Nina Simone
luci Stalk
Coproduzione Stalk/Tirdanza
Assolo nato durante la creazione del progetto vincitore del Bando Fondo Anticorpi 2010.

 

Spettacolo pensato come nota coreografica sull’ attrazione e l’assenza.
Un lavoro come taccuino d’appunti e di frammenti che indaga la complessità della composizione all’interno di una struttura semplice.
La partitura fisica è stata creata dalla definizione di forze di attrazione esterne al corpo del danzatore e si rivela nella solitudine del movimento e nell’eco di un’assenza.
Due territori principali distinti, uno di dinamica fisica e uno teatrale si scontrano e compenetrano nel continuo passaggio dall’uno all’altro.
La doppia “T” indica il territorio da cui il lavoro trae origine e da cui è liberamente tratto: la Notte.

AnnotTazioni è dedicato a Maddalena Gaglio

 

KALSH / Francesca Foscarini

finalista al concorso GD’A Veneto 2009
selezionato dalla rete anticorpi XL

coreografia e danza Francesca Foscarini
elaborazioni musicali Simone Sonda
tecnico luci e disegno luci Simone Sonda
costume Federica Todesco

 

KALSH indaga il tema dell’ “abbandono”.
Abbandono come rinuncia, cedimento, non resistenza, riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo.
In contrapposizione a questa condizione, torna forte la volontà di rialzare quel corpo che sembra aver dimenticato la posizione eretta, ma che conserva la memoria di un livore e una condanna da sputare al momento giusto.
Kalsh, da Kalashnikov. Un’arma che rende combattente anche una scimmia

 


COUNT DOWN / Fabio Ciccalè

spettacolo per un danzatore

ideazione-coreografia-interpretazione Fabio Ciccalè
disegno luci Danila Blasi

 

"Count Down " o conto alla rovescia, sottende l’idea del tempo, il tentativo ossessivo di controllare il fluire degli eventi futuri, la necessità di contenere il libero divenire della nostra esistenza in scadenze continue e precisamente prevedibili, il potere che hanno su di noi le aspettative rispetto a come prenderà vita un determinato avvenimento sia esso felice e carico di sviluppi positivi, sia nefasto e prefigurativo di sventure personali e catastrofi universali. Una singolare riflessione sulle nostre attese e paure relative ad una circostanza futura, sull’assillo costante a cui siamo sottoposti costantemente dal modo di vivere della società in cui viviamo, sul nostro sforzo di immaginare ciò che sarà e lo stupore attonito di fronte ad un presente che spesso si presenta più roseo delle nostre ansie e più felice delle nostre apprensive prefigurazioni. In linea con il lavoro di ricerca della Compagnia, mai prettamente narrativo ma fondato su un linguaggio espressivo di forte impatto visivo quasi astratto e surreale, tali riflessioni diventeranno spunti per un percorso di composizione assolutamente libero da descrizioni puntuali e da soluzioni didascaliche per approdare ad un creazione che sappia restituire la forza, la complessità e anche il disagio del nostro mondo emotivo legato al trascorrere incontrollabile del tempo e all’imprevedibile evoluzione di situazioni che cerchiamo con accanimento di prevedere.

Daniele Albanese-STALK

Daniele Albanese nasce a Parma nel 1974. Studia come ginnasta e ballerino classico. Nel 1997 si diploma presso EDDC – Arnhem (Olanda). Studia tra gli altri con Steve Paxton, Eva Karkzag, Lisa Kraus, Benoit Lachambre…Crea i suoi primi spettacoli dal 1995 e danza per: Peter Pleyer, Tony Thatcher, Company Blu, Martin Butler, Mawson-Raffalt + Falulder - Mawson, Jennifer Lacey, Ariella Vidah, Virgilio Sieni, Nigel Charnock, Karine Ponties.
Lavora in molti teatri e festival in Italia e all’estero: PS122 (New York), Festival Sesc (S.Paulo), Fabbrica Europa (Firenze), Piccolo Teatro (Milano), Masdanza (Gran Canaria), Teatro Comunale di Ferrara, Interplay (Torino), Danae (Milano)...
Fonda la propria compagnia di danza Stalk nel 2002. La struttura compositiva degli spettacoli Stalk è strettamente interconnessa con la ricerca sul corpo e il movimento allo scopo di indagare la danza come linguaggio.
I suoi lavori più recenti: àrebours100, Tiqqun, Pietro, Only You.

www.compagniastalk.com

 

 

Francesca Foscarini

Nasce a Bassano del Grappa (VI) nel 1982. Studia danza classica, moderna e contemporanea. Inizia la sua esperienza professionale con la Compagnia ALDES di Roberto Castello (2000-2003), nelle creazioni “Biosculture” e “Il migliore dei mondi possibili” (Premio Ubu 2003). Successivamente diventano significative per la sua formazione e crescita artistica le esperienze di studio promosse da “The Project” (Opera Estate Festival 2004-2007) con i coreografi: Ronit Ziv (ISR), Elisabeth Lea (AUS/UK), Sara Wiktorowicz (NL), Rachel Prische (UK) e Iris Erez (ISR). Nel 2007 come danzatrice è coinvolta nel progetto europeo “The migrant body” sostenuto da Opera Estate Veneto e Cultura 2000 prendendo parte alle residenze coreografiche con Sacha Steenk (Olanda), Sonia Brunelli (Italia), Florin Fieroiu (Romania). Nel 2008 continua la sua collaborazione con Sonia Brunelli nella creazione “A NNN A” e nello stesso anno Sara Wiktorowicz crea per lei l’assolo “Grandmother”. Importanti anche le esperienze di teatro per ragazzi: danza per ULLALA’ Teatro Animazione in “Storia di una gabbianella e di un gatto” (regia di Stefano Questorio) e “Storia di una sirenetta” (regia di Chiara Bortoli). Attualmente impegnata nel progetto internazionale di ricerca coreografica Choreoroam. Kalsh la sua prima creazione.
www.francescafoscarini.it

 


Fabio Ciccalè / compagnia

La Compagnia Fabio Ciccalè nasce nel 2002 dall'esigenza dell'omonimo coreografo-danzatore di misurare le sue capacità creative e compositive con un proprio gruppo.
Il lavoro si basa principalmente su di un codice tecnico contemporaneo, non dimenticando il valore dell'improvvisazione come strumento fondamentale della composizione coreografica. Il linguaggio corporeo è percepito come una forma di espressione in continua evoluzione in grado di oltrepassare i limiti di un preciso timbro stilistico alla ricerca della matrice emotiva originaria e della ragion d'essere fisica del movimento senza mai inseguire un compiacimento estetico fine a se stesso quanto piuttosto combinando con estremo rigore le azioni più dinamiche e danzate con quelle più teatrali e interpretative. Durante la fase compositiva delle coreografie molto spazio è lasciato alla fantasia del danzatore che utilizza tutto il proprio bagaglio d'esperienze fisiche ed emozionali per proporre al gruppo sequenze di movimenti o azioni sceniche successivamente scelte e rielaborate dal coreografo nella messa in scena definitiva. L'intenzione costante che anima le creazioni non consiste infatti nel raccontare storie o nel rappresentare in modo didascalico un tema precisamente identificabile, quanto piuttosto nello stimolare la sensibilità visiva e musicale del pubblico attivando un percorso evocativo e un sistema di associazioni di immagini basato sullo stupore, sulla suggestione, sulla personale esplorazione emotiva dei tratti coreografici, delle azioni più teatrali così come del potere di coinvolgimento di oggetti, costumi o particolari disegni di luce. Fonte inesauribile del linguaggio coreografico è l'osservazione attenta e vivace della realtà quotidiana intesa non come generico riferimento all'essere umano ma come concreto e serrato confronto con il mondo contemporaneo, con ciò che ci circonda nella vita di ogni giorno, con le infinite sollecitazioni visive a cui siamo continuamente esposti e che ci conducono necessariamente verso un'espressione corporea incapace di rinnegare la contaminazione fra le diverse arti performative.
Il lavoro della Compagnia prevede anche progetti performativi per spazi teatrali e/o alternativi, con l'intervento di musica e/o voce dal vivo.

www.fabiociccale.org

Dies Irae

14 NOVEMBRE h21.15

 

5 episodi intorno alla fine della specie
Dittico sulla specie (parte 1)

 

creazione collettiva Teatro Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
scrittura Daniele Villa
luci Roberto Cafaggini
costumi Lydia Sonderegger
graphic design costumi Claudio Paganini
sartoria Laura Dondoli
collaborazione tecnica Loris Giancola
produzione Teatro Sotterraneo/Fies Factory One
coproduzione Centrale Fies, AREA06, OperaEstate Festival Veneto
in collaborazione con Inteatro/Scenari Danza 2.0 AMAT Regione Marche
col sostegno di TEATRI DEL TEMPO PRESENTE - l’ETI Ente Teatrale Italiano per le Nuove Creatività, Regione Toscana, Comune di Firenze - Assessorato alle Politiche Giovanili

 

residenze artistiche Dro/Centrale Fies, Isola del Liri/AREA06, Polverigi/Inteatro Scenari Danza 2.0, Parma/Teatro delle Briciole - Solares Fondazione delle arti, Milano/PiM Spazio Scenico, Scandicci/Scandicci Cultura, Pesaro/Spazio Hangart, Sesto Fiorentino/Teatro della Limonaia, Settignano/Laboratorio Nove.


 

Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie è un lavoro sull’estinzione dell’umanità, sulla scomparsa della civiltà intesa non come evento traumatico ma come sguardo postumo, proveniente da un tempo successivo al nostro. Un’operazione di archeologia del presente in cinque episodi diversi per formato e impianto estetico ma attraversati da un unico discorso. Tramite la ricodificazione di porzioni d’immaginario collettivo, Teatro Sotterraneo interroga la forza e la tenuta della traccia, del reperto che racconta di qualcosa che non c’è più e quindi della memoria contrapposta all’oblio

TEATRO SOTTERRANEO

 

Teatro Sotterraneo è un collettivo di ricerca teatrale nato nel 2004 attorno al progetto 11/10 in apnea, spettacolo che entra a far parte della Generazione Premio Scenario 2005. Negli anni successivi il gruppo produce Post-it (2007), La Cosa 1 (2008) e il “Dittico sulla specie” composto da Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie (2009) e L’origine delle specie _ da Charles Darwin (2010). Dal 2008 Teatro Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory One promosso dalla Centrale Fies di Dro e nel biennio 2008-10 è sostenuto dal progetto ETI “Nuove Creatività”. Il gruppo affianca alle produzioni vere e proprie la sperimentazione di altri formati come site-specific e mise-en-espace, oltre a progetti di formazione e laboratori. Nel 2009 Teatro Sotterraneo riceve il Premio Lo Straniero e il Premio Speciale Ubu. Nel 2010 riceve il Premio Hystrio-Castel dei Mondi.

STARFUCKERS in concerto

13 NOVEMBRE h21.15

 

Manuele Giannini (guitar, electronics, speaker), Alessandro Bocci
(electronics, computer), Roberto Bertacchini (drums)

 

Trio di musica sperimentale che usa strumenti elettrici, elettronici e acustici. La loro musica è il risultato di un processo in continua evoluzione e appare come una perpetua pulsazione aperiodica che filtra, attraverso una prospettiva rock minimale, prototipi archetipici ed elementi rudimentali di jazz, funk, punk, techno, musica elettroacustica e concreta.

STARFUKERS

Gli Starfuckers sono un trio di musica sperimentale che usa strumenti elettrici, elettronici e acustici, opera secondo i principi della Musica Intuitiva e utilizza modelli asincronici e ritmi non metrici. La loro musica è il risultato di un processo in continua evoluzione e appare come una perpetua pulsazione aperiodica che filtra, attraverso una prospettiva rock minimale, prototipi archetipici ed elementi rudimentali di jazz, funk, punk, techno, musica elettroacustica e concreta.

In un certo modo suonano musica concreta, ma non usano i rumori o l'elettronica pura - cioè materiale "non musicale" - per fare "musica", piuttosto utilizzano elementi e tecniche della tradizione rock - cioè materiale "musicale" - come cassetta degli attrezzi con cui operare per fare "non musica".

La loro ricerca volge al tentativo di epurare da ogni forma di espressività musiche propriamente "espressive", come il funk o il blues, per conferire una "neutralità" oggettiva a stili musicali che, per definizione, "oggettivi" non lo sono mai. La detrazione del senso non avviene per mezzo di procedimenti meccanici o digitali, ma attraverso una disciplina, frutto di un processo intuitivo, che permette al gruppo di rinunciare al proprio io.

 

Line up:

Manuele Giannini (guitar, electronics, speaker)
Alessandro Bocci (electronics, computer)
Roberto Bertacchini (drums)

Selected Starfuckers/Sinistri:

2010 Ordine 91-96 CD Sometimes records (IT)

2007 Sinistri feat. Iriondo Phonometak #3 split 10" Phonometak Lab & Wallace Rec (IT)

2006 Timing the 183k Pulse Utech Records CD (USA)

2005 Free Pulse CD Hapna (Sweden)

2002 Infinitive Sessions CD Dbk Works (USA)

1998 Infrantumi CD Drunken Fish (USA)

1994 Sinistri CD Underground Rec (IT)

1991 Brodo di Cagne Strategico MLP Eectric Eye (IT)

1990 Metallic Diseases LP Electric Eye (IT)

 

 

http://www.sinistri.org sinistri@sinistri.org

A (in-rewind) + 12 Paesaggi + A corpo libero

12 NOVEMBRE h21.15

 

A (in-rewind)

Ideazione, coreografia e danza: Silvia Alfei
Durata: 20 minuti
Progetto sonoro: Andrea Viti (Dual Lyd)
Video: Silvia Alfei, Sabina Grasso
Costumi: Silvia Alfei, Valentina Chiappini

 

A (in-rewind) è un progetto che coinvolge tre livelli di comunicazione e sperimentazione: quello coreografico e improvvisativo, quello sonoro e quello legato alle arti visive.
Il progetto sonoro è nato in collaborazione con il musicista compositore Andrea Viti.
Il progetto visivo presentato in forma Video è stato ideato da Silvia Alfei e curato in fase di editing della videomaker Sabina Grasso.
L' Ideazione dei costumi è di Silvia Alfei in collaborazione con la pittrice Valentina Chiappini per la realizzazione delle serigrafie originali ispirate alle immagini del video.
"Un corpo che vive ogni volta nuove possibilità e limiti, nel tentativo di ri-trovare una condizione di status primevo dove il gesto danzato e la scelta degli accadimenti sono determinati dai sensi e dall'intuizione dell'istante.
Un passaggio, un ritorno al qui ed ora, fino a un punto di inizio: potenziale di parola non ancora formulata, potenziale di significato ancora assente, suggerimento al quale tornare per partire, procedere, evolvere, trasformare, ripetere, ricominciare.
A (in-rewind) rivive lo spazio a partire dal corpo, considerandolo il principio della spazialità, dell'intuizione, della comunicazione e della visione".
Progetto finalista al premio Giovane Danza d'Autore Lombardia Edizione 2010

 
12 Paesaggi

 

Drammaturgia e coreografia: Dario La Stella
Interpreti: Dario La Stella e Valentina Solinas

 

La necessità di produrre visioni in cui riporre una salvifica esperienza del reale.
12 quadri che esprimo l’onirico, riducendo il significato ad associazioni spontanee di illusorie verità.
Abbandonando la didascalia per entrare in contatto con qualcosa che irrompe nella struttura ordinata del si e del no.
Paesaggi contornati di ciò che viene scartato, spostare il fuoco dalla superficie, disegnare una lieve incrinatura.
12 fasi lunari, 12 paesaggi per non morire, 12 partiture performative

 
A corpo libero

Vincitore Premio Giovane Danza D' Autore Veneto - edizione  2009 

di e con Silvia Gribaudi
Elaborazioni musicali: Mauro Fiorin
Luci : David Casagrande  Napolin

 

A corpo libero  nasce e si sviluppa durante il concorso  GD'A Veneto 2009.
E' un lavoro che ironizza sulla condizione femminile a partire dalla gioiosa fluidità del corpo.
“Non c'è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”-Bergson-Il Riso-

 

Silvia Alfei

Artista, coreografa e danzatrice. Si forma nella danza contemporanea presso il C.I.M.D Centro Internazionale Movimento e Danza di Milano.
Si perfeziona con coreografi italiani ed internazionali tra cui: Dominique Dupuy, Ivan Wolfe, Robert Clark, Rut Balbìs, Laura Aris Alvares, German Jeuregui, Tiziana Arnaboldi, Barbara Toma, Hervè Diasnas.
Si avvicina alle discipline orientali praticando Tai Chi Chuan, Kenjutsu e Yoga.
Diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera in arte visiva, intraprende una ricerca personale nella danza attraverso l'uso di una pluralità di linguaggi: fotografia, pittura, video arte, video danza, performances, associate ad una interazione con la sperimentazione sonora.
Nei suoi progetti collabora con altri artisti e professionisti dando spazio alla condivisione e alla contaminazione tra i diversi linguaggi.
Vive e lavora a Milano

 

 

SENZA CONFINI DI PELLE

è un progetto di sperimentazione sul linguaggio delle arti performative nato nel 2002. Nei suoi lavori il progetto sintetizza drammaturgia teatrale, fisicità della danza, essenzialità del linguaggio visivo, in un unico contenitore performativo.

 

Dario La Stella 

Lavora con: Roberto Castello, Teatro Gioco Vita, Casa degli Alfieri, Michela Lucenti, La Fura dels Baus. Nel 2002 fonda il progetto di sperimentazione sul linguaggio delle arti performative SENZA CONFINI DI PELLE. Dal 2008 conduce seminari per il CRUD (Centro Regionale Universitario per la Danza – Bella Hutter) Università di Torino – DAMS.

 

Valentina Solinas

Lavora con: P. Chiama, P. Bianchi, A. Innocenti, L. Barbareschi.
Nel 2006 scrive e dirige la Sit-Com BANCHI. Dal 2004 è parte di Senza Confini Di Pelle nelle cui opere è autrice, regista e interprete.

 

Silvia Gribaudi

Silvia Gribaudi arriva dalla danza contemporanea ma ha fatto esperienze nel teatro comico e sociale con attori e registi  quali Vasco Mirandola,
Giuliana Musso e Mirko Artuso.
Crea perfomance tragicomiche di teatro e danza dal 2005.
Attualmente è impegnata nella nuova produzione di gruppo di cui è autrice dal titolo Wait.

 

Col sole in fronte

7 NOVEMBRE h21.15

 

Spettacolo vincitore del Premio della Critica ANCT 2010

ideazione, drammaturgia e scene Maurizio Camilli
scrittura fisica e messa in scena Michela Lucenti
in scena Maurizio Camilli e Ambra Chiarello
disegno luci Stefano Mazzanti
tecnicismi Francesco Traverso


Il simpatico e violento rampollo veneto, erede di un impero dell’alluminio, è il classico individuo che cerca scorciatoie per arrivare il prima possibile al maggiore risultato con qualsiasi mezzo.
In uno scenario familiare benestante e apparentemente normale, ci conduce nei meandri dei suoi deliri fatti di ricordi del passato, e sogni di gloria; ilarità e oscure pulsioni si mescolano disarmando lo spettatore e, inaspettatamente, divertendolo.
Un unico obiettivo: sbarazzarsi di chi rompe le palle… Basta un colpo, tutto finisce.
E come nei vecchi film una soave canzoncina accompagna la fuga.

BALLETTO CIVILE

 

BALLETTO CIVILE è un gruppo nomade e collettivo di performer. Nell'estate del 2002 la compagnia ha restrutturato la sua formazione dopo l'esperienza del gruppo teatrale L'IMPASTO comunità teatrale nomade. Ora ci sono due distinti livelli di appartenenza al progetto, che definiamo Nucleo e Collaboratori. I membri del nucleo base sono Emanuele Braga, Maurizio Camilli, Michela Lucenti(direttore), Emanuela Serra. I membri collaboratori sono diversi artisti che sono soliti collaborare a questo progetto, per differenti ragioni di affinità alle nostre modalità di azione.
I membri del nucleo base contribuiscono nel lavoro alla concezione, ricerca, scrittura, coreografia, documentazione e insegnamento.

www.ballettocivile.org

 

Maurizio Camilli

 

Dopo il diploma all'Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine nel 2000, inizia la collaborazione con L'Impasto, compagnia diretta da Alessandro Berti e Michela Lucenti.
Nel 2003 si consolida il lavoro di ricerca con Michela Lucenti con il progetto Balletto Civile di cui è anche fondatore, partecipando a tutti gli spettacoli del gruppo tra i quali I Topi, I Sette a Tebe, Creatura, I Prodotti, Animali Vivi.
Nel 2005 vince il Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti con lo spettacolo 'Ccelera! di cui è interprete e autore. A gennaio 2009 debutta in forma definitiva lo spettacolo Col sole in fronte di cui è interprete e autore con la messa in scena e scrittura fisica di Michela Lucenti che riceve nel giugno 2010 il Premio Nazionale della Critica ANCT. Dal 2009 con Balletto Civile è in residenza artistica presso Fondazione Teatro Due di Parma.

ESTERINA in concerto

6 NOVEMBRE  h21.15

 

Fabio Angeli (chitarra, voce), Giovanni Bianchini (batteria), Michele Vannucchi (basso), Lorenzo Del Grande (flauti, clarinetto basso, vibrafono, glockenspiel, diamonica, synth, campionamenti), Massimiliano Grasso (piano rhodes, fisarmonica, armonium, elettronica, 2ª voce)

I giovani toscani del gruppo rock Esterina, con una spiccata cifra personale, alternano intimità acustica ed esplosioni elettriche, spesso all'insegna di una profondità sonora dove a una strumentazione consueta si affiancano via via glockenpsiel, armonium, piano rhodes, e frequentemente la fisarmonica.

ESTERINA

 

dal sito degli Esterina > www.esterina.it



> esterina è una donna minore. Vive sola, per quanto ne è capace. Non ama i suoi parenti e li cerca fuori dal suo sangue. Dorme nella casa sul limite del bosco da dove si vede il mare di Viareggio, dove ci sono i signori, dove le donne sono confezioni da accompagnare, dove gli uomini sono arresi. Lei no. Aspetta che il vino maturi, che la legna sia da bruciare, che la compagnia fatta ad un amico sia buona, che il sigaro sia acceso per bene, che la musica giunga e spieghi, riannodi e complichi.
esterina è di campagna, è la terra, ma conosce la città perché l’ha attraversata, l’ha letta. Sa che è una truffa. La sua musica è il suono del suo pennato, dell’accetta per sistemar la legna: per attraversare l’inverno. Le sue parole sono l’eco delle storie che ha sentito raccontare, quelle viste scendere dal monte che gli sta alle spalle, il riverbero degli sputi che ha fatto volare.
esterina sono in cinque. E suonano.

Try

5 NOVEMBRE h21.15

 

di MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

con ANTONELLA BERTONI

luci LUCIO DIANA

direzione tecnica ANDREA GENTILI/ALBERTA FINOCCHIARO

organizzazione DALIA MACII

ufficio stampa FRANCESCA LEONELLI

con il sostegno di MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – DIP. SPETTACOLO, PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - ASSESSORATO ALLA CULTURA, COMUNE DI ROVERETO - ASSESSORATO ALLA CULTURA, CASSA RURALE DI FOLGARIA - FILIALE DI ROVERETO

si ringrazia Danio Manfredini/CID Centro Internazionale della Danza/CRT Centro di Ricerca per il Teatro

  

Usciamo dal quinquennale ciclo tragico del progetto Ho male all’altro. Si dissolve l’immagine finale di Polis (’05), ultima parte del trittico, con le figure sfinite, immolate sul terzo altare sacrificale. Dopo i percorsi dalla famiglia allo stato e dalla coppia alla massa (Alcesti ’02 e Medea ‘04), sentiamo la necessità di un’atmosfera silente, rarefatta e più intima: come se i riflettori dovessero girarsi, riposizionandosi dall’esterno verso l’interno, dal fuori al dentro, dall’altro al “sé”.

Immaginiamo un corpo solo abbandonato in scena, seme di una nuova genía, testimone di una fine ma anche capostipite e superstite di un’alba diversa. Nelle sue esitazioni e immobilità porterà la sua utopia e questa darà senso al suo essere in vita, perché esigerà contro ogni evidenza che la vita abbia un senso. Inizio di un percorso in solitudine, di una nuova partenza, di un attraversamento.

In quel corpo tutti i corpi e la storia dell’umanità tutta: un corpo femminile, quindi, e siccome prima delle immagini finiscono le parole, la figura umana comparirà innanzitutto come forma; in questo suo essere aura e contorno, abbiamo cercato di capire come l’anima si poteva tenere e intrattenere in quell’involucro profondissimo e come con i suoi strappi e silenzi, sapesse creare il mistero in quella materia che la imprigiona. Materia della stessa sostanza dell’universo (o “dei sogni”, W. Shakespeare.), così abilmente combinata, ma nella quale abbiamo voluto e vorremmo riuscire ancora a percepire, ascoltando attentamente: il vento, il fiume, la montagna da cui ha avuto origine; i parti che l’hanno generata e che genererà; le pietre nelle ossa, il sale e il ferro sciolto nelle sue vene. Una forma che, se agitata da profonda passione, potrà trasformarsi, trasformare la sostanza che contiene in ciò che vi è di più diverso e più lontano da lei.

Michele Abbondanza

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

 

Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e insegnante alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni arrivano a maturare un proprio linguaggio dando inizio ad un forte sodalizio artistico nonché ad un’unione didattica e scenica.

www.abbondanzabertoni.it

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